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Published on gennaio 23rd, 2019 | by Perri

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A Sadler il “Laudemio d’oro”: il cuoco milanese vince la seconda edizione del premio

Veramente non si chiama “Laudemio d’oro”, ma siccome la bottiglia dell’olio, che la marchesa Diana Frescobaldi, presidente del Laudemio, ha messo nelle mani di Claudio Sadler, è dorata (nella foto), mi è venuto da chiamarlo così. Ricchi premi e cotillons nella “splendida cornice” del Savini in Galleria, tra l’altro tornato agli antichi splendori con la cucina di Giovanni Bon. Da provare. La serata conclusiva della seconda edizione del Premio LAUDEMIO®, lunedì 21 gennaio, ha proclamato vincitore il vecchio sodale Claudio  Sadler, del ristorante omonimo, che ha diviso il premio con il suo fidato Andrea Gianella, davanti a Antonello Sardi, cuoco uscente del ristorante “La Bottega del Buon Caffè” di Firenze; terzo Matteo Grandi, ai fornelli del Ristorante “DeGusto” di Soave San Bonifacio (Verona).

Dopo otto tappe del percorso selezionato da Fausto Arrighi, i tre finalisti hanno eseguito i piatti che li hanno portati all’ultimo atto e sono stati giudicati da  un “folta platea di giornalisti e opinion leader del mondo enogastronomico” come recita il comunicato stampa. Quorum ego. Forse appartengo alla prima categoria, ma ho qualche dubbio. Escludo di stare nella seconda. Ed escludo che ci sia qualcuno che conosco. Ma questa è un’altra storia. 

Ovviamente protagonista il pregiato olio LAUDEMIO®, “inventato” giusto 30 anni fa dal padre di Diana Frescobaldi, che dopo la grande nevicata del 1985 e i danni che causò alla nazione, da Nord a Sud, ebbe l’idea di un consorzio che esprimesse il meglio dell’olio toscano. Ora i produttori sono 21, uguale la bottiglia (a forma di profumo) , scelta dalla mamma di Diana. I tre cuochi – e anche gli altri che non sono arrivati in finale – l’hanno declinato in tre piatti serviti alla cieca (ma io quello di Sadler l’avevo già assaggiato nella selezione, confesso): via con “Crudo di gamberi rossi, erbe aromatiche, polvere di Laudemio”, di Antonello Sardi; seguito dal “Pancotto al Laudemio e rosmarino, tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio, croccante di cereali e tartufo nero” di Claudio Sadler. Quindi “Crema al Laudemio gratinato, pescato bianco e gambero viola” di Matteo Grandi. Dulcis in fundo, mai espressione fu più azzeccata, il delizioso “Gocce di Laudemio, mele al Laudemio e lamponi, gelato al Laudemio con gelo di lamponi”, fuori concorso, ma che avrebbe ottenuto una bella classifica. Lo dobbiamo alla creatività di Elena Lanza, pasticciera e consorte di Matteo Grandi.

Premiando i tre cuochi con Fausto Arrighi e Francesca Romana Barberini, che ha condotto la serata, Diana Frescobaldi ha ricordato lo spirito della manifestazione: “Il Premio LAUDEMIO®  vuole promuovere e valorizzare questo olio unico e pregiato. Abbiamo un duplice scopo: veicolare il Laudemio nell’alta ristorazione e, attraverso la loro creatività, diffondere la cultura del consumo consapevole dell’olio basato sulla qualità e non sulla quantità”. Una battaglia che mi sento di condividere: scegliamo l’olio con cura. Con una degustazione dell’ultima annata (la numero 30, appunto) del pregiato extra vergine toscano, la serata, accompagnata dai vini Frescobaldi, vin Santo compreso, è finita in gloria.

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