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Published on febbraio 21st, 2016 | by Perri

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Bologna-Juve, un commento di M. Neri

Palle&Palloni è lieta di ospitare un commento del giovane collega Michele Neri su Bologna-Juventus.

di Michele NERI 

DONADONI SEI GRANDE – Ora sì che si può dire. Il Bologna è una squadra seria. E c’è tanto di Roberto Donadoni. I numeri lo confermano. Da quando è arrivato lui, il Bologna ha tenuto un ritmo da alta classifica. L’organizzazione tattica dei rossoblu non ha avuto nulla da invidiare a quella dei bianconeri, e l’atteggiamento di Giaccherini & co. è stato di gran lunga migliore a quello del Napoli di Sarri. Non hanno difeso lo 0-0, ma giocato per vincere. Chapeau a Donadoni, e guai a chi lo considera ancora un mister da piccola.

BLACK POWER – La partita si è decisa nella zona nevralgica del campo. Qui, ha vinto il Bologna. Sturaro è stato divorato, Marchisio ingabbiato, Pogba costretto a tentare la giocata. Hanno avuto la meglio due giovanotti, che assieme non fanno 40 anni. Diawara e Donsah. Il primo, classe ’97, è una dolce sorpresa di questo campionato. Nel Settembre del 2014 dava i primi calci ad un pallone con i dilettanti della Virtus Cesena, ora è nel taccuino delle migliori squadre. Formidabile in fase d’interdizione, con enormi margini di miglioramento in quella d’impostazione. I piedi non mancano invece al suo gemello ghanese. Instancabile mezzala che ogni tanto vede anche la porta. Se ai due aggiungiamo Mbaye, terzino resuscitato da Donadoni, ecco fatto il tesoretto tutto black del Bologna.

PIRLO, UN PO’ MI MANCHI – Qualcosa si può dire anche sulla Juventus. Un pareggio dopo 15 vittorie, non è la fine del mondo. È comprensibile anche un po’ di stanchezza, considerate le tante assenze. Ma è emerso un limite della squadra di Allegri, non troppo preoccupante, ma che è pur sempre un limite. Contro una squadra che si sa difendere, non c’è chi sbrogli la matassa. Senza la deviazione di Raul Albiol, la partita finisce 0-0. E questo è successo poi al Dall’Ara. Chi sapeva tirare fuori dal cilindro la stoccata vincente un tempo era Andrea Pirlo. (Un esempio calzante, il gol contro il Torino al 93′). Una sua magia o un calcio d’angolo tirato per il verso (a Bologna, un’infinità i corner non sfruttati) bastavano nelle giornate difficili per portare a casa i tre punti. Chi può prendere la sua eredità? Forse nessuno, ma Madama può stare tranquilla. In Italia poche squadre credono di poterla battere, tutte le altre si accontentano del pareggio, e inevitabilmente perdono.

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