Non neghiamoci nulla sala

Published on novembre 16th, 2016 | by Perri

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Cecchi, senso dell’ospitalità: a pranzo da Seta dove è grande anche la sala

Andrea Cecchi ha il senso dell’ospitalità, oltre, obviusly, a quello del vino. Ora guidata da Andrea e da sua fratello Cesare, l’avventura della Cecchi Winery comincia nel 1893 in Chianti con Luigi, gran assaggiatore di vini. Una storia lunga, un percorso che attraversa tre secoli e arriva a noi con le realtà di Villa Cerna, Castello Montaùto, Val delle Rose e Tenuta Alzatura, aziende incastonate nel cuore dell’Italia di mezzo del grande vino:  Chianti Classico, San Gimignano, Maremma Toscana e Umbria. Il fatturato consolidato è di oltre 30 milioni di euro, la produzione complessiva è di 7 milioni e mezzo di bottiglie, circa la metà destinate a oltre 50 mercati esteri. Dato al vino quello che è del vino, i Cecchi hanno sempre avuto una forte sensibilità per l’accoglienza, i loro momenti conviviali sono tra i migliori, per completezza, a mia memoria. Quindi oltre al vino, hanno sempre curato l’ospitalità nelle loro tenute, ma ora puntano in alto con Val delle Rose dove si può soggiornare e conosce la realtà produttiva.

Per questo hanno deciso di sponsorizzare il premio della Guida dell’Espresso che va alla “sala”, nella sua interezza. Perché? Andrea Cecchi: “Si va al ristorante per ritrovare alcuni piatti della tradizione o per scoprire la cucina innovativa o d’avanguardia di uno chef. E quel momento sarà ricordato con piacere non soltanto se abbiamo mangiato bene ma anche se l’ambiente e chi lavora in sala hanno trasmesso con professionalità calore, dialogo e simpatia. Accompagnare i piatti e proporre i vini è un’arte ma anche una professione che si può apprendere”. Il premio è andato alla sala del Seta del Mandarin Oriental di Milano, guidata dal bravissimo Alberto Tasinato (nella foto con Enzo Vizzari e Andrea Cecchi durante la presentazione della Guida dell’Espresso a Firenze). E quindi eccoci qui, nel pluripremiato Seta a gustare la cucina di Antonio Guida che si è appena appuntata sul petto la seconda stella, per un light lunch allietato dai vini Cecchi: Villa Cerna Riserva Chianti Classico 2013, Val delle Rose Poggio al Leone Morellino di Scansano Riserva 2011, Coevo 2011. I vini hanno accompagnato la conversazione e completato i piatti di Antonio Guida: terrina tiepida di piccione al vadouvan, crema di cavolo nero e rigaglie di pollo; risotto ai funghi con crema di porcini e polvere di trombette; fuori programma: ravioli farciti con crema di fagioli e baccalà, salicornia e infuso di pesce azzurro; germano reale farcito, crema di cipolle al sedano rapa, trombette della morte e tartufo bianco. Finale con il parfait alla liquirizia con cristalli di foglie al tabacco Kentucky, pera alle spezie e crema al caffè. Non è stato un light lunch, come promesso, ma è stato un bel pranzo, per compagnia, gusto, calore. Prosit.

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