Bottiglie 4

Published on aprile 18th, 2018 | by Perri

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Celebrazione del Vinitaly da rispettosa distanza con qualche bottiglia che piace a me

Il Vinitaly ha chiuso. Viva il Vinitaly che ha numeri sempre più grandi. Tutto/tutti  a Verona per una manifestazione sempre più mastodontica. Come diceva il saggio: se ha successo, se ci vanno tutti, se aumentiamo vendite ed esportazioni, bene. Avete ragione voi e io, da buon patriota, applaudo. Però resto a doverosa distanza. E da qui consiglio qualche bottiglia, di amici e conoscenti, meritevole in ogni caso di attenzione (e di essere stappata).

IL VINO DI ET, DEI SUOI AMICI E DEL SOMMELIER SOCRATE

Socrate è il pappagallo di Enrico Testa. Non ci siamo mai incontrati di persona, personalmente, come direbbe Catarella, né con Socrate, né con Enrico, ma mi sento più prossimo a lui di tanti altri che avrei fatto a meno di incontrare. Enrico è un giornalista della Rai e si occupa di sport. Lo guarda da un’angolatura che piace a me, cioè attraverso la storia e non (solo) la cronaca. Ora, con alcuni amici, e con la benedizione del pappagallo Socrate, ottimo sommelier, si è messo a produrre vini in Toscana nella zona di Manciano. Tre rossi e un rosato, per ora. A breve anche dei bianchi. Il Cambré, è una riserva 2011, Sangiovese, Cabernet e Merlot, ideale per cibi generosi, carne, caccia e formaggi stagionati. Il Riposo 2012 stesso uvaggio, stessi abbinamenti. L’Abbacio 2015 Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Syrah, si accompagna a carni meno potenti, anche bianche come pollo e tacchino. L’Ammore 2016, infine, Sangiovese, Canaiolo, Alicante, come tutti i rosé è versatile e si spinge fino ai pesci. Diversi i sentori e i sapori, ma tutti vini fatti di sentimento. Da seguire nella loro giovinezza e nella loro evoluzione. Per informazioni www.ladivinstoria.com. A me mi piace.

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MANICARDI, OK IL LAMBRUSCO E’ GIUSTO 

Gustoso momento al ristorante 28 posti di via Corsico a Milano (Zona Navigli) con Manicardi azienda modenese che produce Lambrusco (e pure un grande aceto balsamico), come piace a me. Menu sfizioso: carciofo, tartufo, brodo di pane e aceto balsamico; fusillo, mandorle, limone, cime di rapa; coppa di maiale, sambuco, mirto, aceto balsamico. Il dolce l’ho saltato, ma se era pari al resto, doveva essere delizioso. Ma la versa sorpresa è stato il lambrusco biologico Enzo DOC. Diffido, per religione, del bio, ma questo è un grande prodotto. Da uve Grasparossa della collina di Castelvetro ha profumo e struttura, piacevolezza e colore, rosso rubino con riflessi violacei. A me mi piace (come il Fabula, brut rosé da uve Grechetto e Grasparossa, alternativa di livello alle solite bollicine).

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SANTA SOFIA, UN BEL BERE

Degustazione da Daniel (Canzian), in un giorno milanese di pioggia intensa per la cantina Santa Sofia, da duecento anni in Valpolicella, da cinquanta con la famiglia Begnoni, oggi rappresentata da Giancarlo e da suo figlio Luciano, coadiuvati dal giovane enologo Matteo Tommasi. Il menu: uovo strapazzato, pesto mediterraneo; insulta di carne cruda e olive; cosce d’anatra al vino rosso, spinaci, uvetta e pinoli. In degustazione Chiaretto Bardolino 2017 (versatile, sapido, intrigante); Montegradella Valpolicella Classico Superiore 2015 (compatto, avvolgente); Amarone della Valpolicella 2012 (profondo ma facile da bere); Gioè Amarone Valpolicella 2011 (Dalla parte superiore del Monte Gradella, dove si trova il vigneto storico: di grande impatto, potente, raffinato); infine il Recioto della Valpolicella 2011 (come tutti i sinceri produttori della Valpolicella e zone limitrofe, anche Luciano Begnoni ama il Recioto quasi più dell’amarone: questo è intenso, piacevole e ricco di sfumature). A me mi piace.

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TORREVILLA, DALL’OLTREPO’ CON BRILLANTEZZA

Uno dei migliori spumanti assaggiati ultimamente, il Riserva 110 Nature di Torrevilla, cantina dell’Oltrepo’ che ha un progetto interessante insieme con l’università degli studi di Milano, nella persona di Leonardo Valenti enologo e docente alla Statale. Il Riserva 110 Nature ha avviato la degustazione da Masuelli, in viale Umbria a Milano, in compagnia dei salumi Magrotti, specialmente un salame di Varzi di golosità trascinante, nel senso che una fetta trascinava l’altra. Il Riesling Superiore ha accompagnato il risotto alla milanese, il Barbera Bio il rognone trifolato, il Riserva 110 Noir, i formaggi di capra e, infine, il moscato la torta paradiso. Tutto ottimo, ma resto resto colpito dalla brillantezza del Riserva 110 Nature. A me mi piace.

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CA’ DEL BOSCO, UNA GARANZIA DI CONVIVIALITA’ 

Ormai è un appuntamento irrinunciabile, almeno per me. Maurizio Zanella è una grande imprenditore del vino, ma soprattutto un ospite impagabile. Eccoci quindi, la domenica del Vinitaly, lontani dalla pazza folla della kermesse veronese, nel tempio di Ca’ del Bosco a Erbusco per un bello e rilassante convivio imbandito da un ristorante del territorio, Spirito Divino di Lovere, con vista sull’Iseo lake. Classe 2004  (il ristorante), della serie due cuori e una trattoria, in cucina schiera Marcella e in sala Stefano. Ecco menu e abbinamenti: bruschetta con gamberi rossi, vaniglia, sedano e acqua di pomodoro (Franciacorta Vintage Collection Brut RS 2003); risotto vialone nano, melanzana bruciata, pomodoro, basilico e burrata (Curtefranca DOC Chardonnay); petto d’anatra, cipollotto di Tropea demi-glace e bergamotto (Sebino Rosso IGT, Maurizio Zanella 2009); ciliegie e mandorle (Franciacorta Cuvée Prestige). Clima rilassato, persone gradevoli. A me mi piace. 

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