Bottiglie Stephane 3

Published on settembre 10th, 2019 | by Perri

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Comte de Montaigne: dalle Crociate alla sfida green, lo champagne che fa la storia

E’ proprio vero che non si inventa nulla, al massimo si ricicla. Prendiamo lo champagne, il fiore dall’occhiello della Francia, il nome che è il più grande nella già enorme “Grandeur” transalpina. Beh, non nasce lassù, ma a Cipro. La stiracchiamo un po’, perché in fondo è come la storia dei Vichinghi e degli Egizi che sono arrivati in America prima di Cristoforo Colombo. Sarà pure vero, ma non se n’era accorto nessuno, di qua dell’Oceano, dell’America degli Egizi e dei Vichinghi. Infatti si chiama America e non Vichinghia. Così lo champagne sarà nato pure a Cipro, ma senza i francesi non sarebbe arrivato dov’è arrivato. Et voilà, l’histoire. Erano i tempi delle Crociate, XIII secolo, e tornando a casa dalla Terra Santa, Comte de Champagne passò da Cipro, tappa obbligata sulla strada dell’andata e del ritorno dalla Palestina e da qui importò un ceppo di Chardonnay che poi fu trapiantato nell’Aube, nella Côte des Bar. Il primo, quello originario. Per questo l’Aube rivendica di essere il vero territorio di origine dello Champagne. Però è stata la Marne ad essere associata allo Champagne. Ed è la storia che rincorre se stessa, come la faccenda del vitigno di Cipro e del Comte che se lo porta dietro. I commercianti della Marne intuirono per primi le potenzialità del vitigno, lo acquistarono dall’Aube e lo resero celebre. Per evitare che l’Aube potesse produrre l’autentico Champagne fecero pure una guerra e le impedirono, per più di sei secoli, di utilizzare la denominazione Champagne”.

Comte de Champagne viene ritratto su una delle vetrate della Chiesa di Santa Maddalena, a Troyes, mentre porge a un cardinale il primo ceppo di uve di Chardonnay riportato dalle Crociate e poi trapiantato nella Côte des Bar. L’ immagine colpì la fantasia di un bambino scatenandogli dentro una passione che solo i bambini sanno provare e poi far diventare protagonista di tutta la vita. Quel bambino l’ha inseguita fino a diventare Ceo (cioè amministrato delegato per chi non ha studiato a Cambridge) della Maison de Champagne Comte de Montaigne. Il suo nome è  Stéphane Revol (nella foto d’apertura tra i filari dei suoi vigneti) ora impegnato con tutta la sua famiglia a valorizzare la vera regione di origine dello Champagne e restituire al blasone aziendale il suo antico splendore. Una pacifica Crociata, diciamo così.

Il terroir della Côte des Bar beneficia di un microclima particolare e il  terreno ha una particolare composizione minerale. Habitat speciale, clima temperato, oceanico, semi-continentale, esposizione al sole limitata, sottosuolo gessoso. Importante come termoregolatore e delle radici del vigneto. Ecco, la vigna in Comte de Montaigne ha più rilevanza rispetto alla cantina. La terra spinge per l’identità.  Gli esperti parlano di champagne di carattere dall’anima fruttata o fiorita, oppure con sentore di spezie, burro o crosta di pane: dal Brut (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), all’Extra Brut (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), al Rosé (100% Pinot Noir), al Blanc de Blancs (100% Chardonnay) fino alla Cuvée Speciale (100% Pinot Noir). Tutti questi vini nascono con attenzione alla  sostenibilità ambientale. Due esempi: il disciplinare prevede fino a tre trattamenti annuali della vigna, ma alla Comte de Montaigne li fanno solo se occorre, se esistono reali necessità; il gelo viene contrastato con l’acqua e non con il gas per ridurre le emissioni di CO2.

Bene, parliamo infine di Italia che rappresenta, per lo champagne, un mercato al settimo posto nel mondo per volume di bottiglie (circa 7,367 milioni) e rappresenta il quinto mercato in valore, con un fatturato di circa 152,3 milioni che lo rende secondo in Europa dopo la Germania. Nel 2017 gli italiani hanno consumato oltre 7 milioni di bottiglie (+11%) con un aumento, negli ultimi due anni il mercato italiano ha assorbito un milione di bottiglie di Champagne in più. Comte de Montaigne ora porta la sua storia qui da noi.

_DSC1451_DSC8381_DSC8313Referenze Comte de Montaigne

 

 

 

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