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Published on maggio 29th, 2020 | by Perri

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Cronache della ripresa: con Filippo scopriamo emozioni, storie e sapori dell’Alta Langa

Ogni giorno, dal 18 maggio 2020 (da lunedì al venerdì), racconto su perrisbite.it la ripresa attraverso le nuove storie di ristoranti, bar, alberghi, produttori di cibo e vino che tentano di risalire dall’abisso dove li ha spinti il coronavirus. Soprattutto enogastronomia, l’aspetto che mi sta più a cuore, ma non solo questo. Qui troveranno spazio le storie più diverse. Segnalatevi e verrete raccontati. Oggi il racconto delle emozioni contrastanti ai tempi del coronavirus di Filippo Giaccone, oste in Albaretto. Da ascoltare. 

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Filippo ha chiuso il primo lunedì del confinamento, l’otto marzo. “Marzo e aprile sarebbero stati mesi bellissimi, avevano tantissime prenotazioni. E’ stata dura dover chiudere e rinunziare a tutto questo”. Filippo Giaccone è una storia, tante storie. Soprattutto quella di se stesso, di un entusiasmo perso per strada lungo una vita con tante curve strette in giro per il mondo e ritrovato lassù, ad Albaretto della Torre, alta Langa. Casa sua. Queste curve lo hanno aiutato a prendere il meglio da ogni situazione, a cogliere le emozioni dove si manifestano. “Anche la solitudine e il silenzio avevano un perché. Quassù i rumori non sono come quelli di una città, ma ci sono. Invece non sentivo più nulla, né macchine, né voci. Inquietante e bellissimo. Noi langaroli siamo stati ligi. Non ci è venuta la tentazione di dire: “Vediamoci, tanto chi ci arriva fin quassù, magari in una notte d’inverno, a controllare?”. Niente, chiusi in casa”. Ho pensato a tante cose, ho lavorato su qualche piatto, ho trascorso qualche ora nella cucina del grande Cesare Giaccone, che pare essersi addolcito”.  Eh sì, il Covid-19 – sperando che qualcosa resti – ha smussato qualche angolo nei rapporti umani, favorito i riavvicinamenti familiari ed espanso la solidarietà. Racconta Filippo: “Chicco Cerea aveva postato la richiesta di materie prime per l’ospedale da campo di Bergamo dove cucinava. Abbiamo fatto una raccolta fondi con un gruppo di amici che vogliono mantenere l’anonimato a cui si è unita la famiglia Marino di Cossano Belbo con le sue farine e l’abbiamo spedita su”.

Filippo, insomma, non è stato fermo, ha approfondito. “Ho scoperto un grande chardonnay romagnolo, Caramore dell’Azienda Fondo San Giuseppe di Brisighella, patron Stefano Bariani“. Ma il posto dove ha reso di più è stata la cucina: “Grazie ai consigli di mio padre, ho studiato il risotto Carnaroli che propongo al pomodoro, con i datterini di Sicilia. Mi è venuto buonissimo”. Lo vedete in una delle foto sotto. Poi il pesce. “Mio padre è stato il primo a portare la cucina  di pesce in Langa a metà degli anni ’80, un precursore, con il famoso “Mare caldo in Langa” e ci tengo a sottolineare che il copyright è suo e smettessero di imitarlo. Penso inoltre a un piatto come seppie al vino bianco con alloro, però il pesce lo faccio solo su ordinazione”.

Anche perché i clienti salgono fin quassù per i grandi classici: lo spiedo (coniglio uber alles), la strepitosa insalata di Filippo, la carne cruda con olio d’oliva, sale grosso, sedano, qualche scaglia di parmigiano, i tajarin, ora è il tempo di quelli con le verdure. Il 27 maggio Filippo ha riaperto, un tavolo, poi due, domani tre. Si risale e poi la buona stagione aiuta. Fuori, il suo giardino terrazzato offre un panorama straordinario (lo vedete sotto). Anche nelle sale interne c’è spazio, Filippo arriva a 20 coperti quando c’è un unico menu. Filippo apre da martedì a sabato solo la sera, la domenica a pranzo. Veramente, con una prenotazione di almeno quattro persone, si può avere un suo tavolo anche a pranzo. “Devo dire grazie a mia moglie Silvia che mi ha sostenuto moralmente e alla Banca d’Alba, una banca di territorio che piano, piano ci sta aiutando”.

La vita è ripresa. “Si risentono i rumori, le macchine che girano, mi dà anche un po’ fastidio. Però che bello ascoltare di nuovo le campane”. Peccato che, con l’annullamento dei concerti, non possa ascoltare Vasco Rossi, la sua grande passione, per cui ogni tanto tirava giù la saracinesca: “Chiuso per concerto”. Il “Blasco” è l’unico cliente che accetterebbe anche senza prenotazione. A cena, a pranzo e pure a colazione. A qualsiasi ora. Prima o poi lo vedrà entrare nel suo ristorante. 

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Filippo Oste in Albaretto 

Via Umberto 12, Albaretto della Torre (Cn)

Albaretto della Torre

Tel. 338 -887 1155 – www.filippogiaccone.com 

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