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Published on giugno 12th, 2020 | by Perri

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Cronache della ripresa: da Mesté, vini e fornelli, si riparte con brio a Milano

Ogni giorno, dal 18 maggio 2020 (da lunedì al venerdì), racconto su perrisbite.it la ripresa attraverso le nuove storie di ristoranti, bar, alberghi, produttori di cibo e vino che tentano di risalire dall’abisso dove li ha spinti il coronavirus. Soprattutto enogastronomia, l’aspetto che mi sta più a cuore, ma non solo questo. Qui troveranno spazio le storie più diverse. Segnalatevi e verrete raccontati. Oggi parliamo di Mesté, vino e fornelli, enoteca con cucina a Milano. Era appena partita (alla grande) e ha dovuto fermarsi. Ora riprende il suo cammino tra novità e speranza. 

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Mesté ha già un anno (il 25 giugno). Sembra ieri, eppure quel giorno c’erano 37 gradi, mica come adesso che dormo col piumone. Mesté l’hanno aperto Marco Bonardi e Daniele Santangelo. Marco lo conosco da quando, poco più che ragazzino, si affacciava nel retrobottega goloso di quel gran artigiano del gusto che è suo padre, il pluripremiato Piero Bonardi, rosticciere in viale Umbria, da provare se non l’avete fatto, c’è chi arriva pure da fuori Milano. Daniele Santangelo l’ho conosciuto al Mercato del Suffragio con Davide Longoni, ha studiato enologia ed è un conoscitore di vini naturali di grande esperienza. A proposito, per l’ anniversario di “Mesté vino e fornelli”, festeggeranno con i vini di Crocizia azienda agricola sulle colline parmensi che da 15 anni ha percorso la sua strada in compagnia del naturale.

Due persone del “mesté”, come dicono a Milano. Avevano avviato un localino di successo poi, come tutti, sono incappati nel virus. “Abbiamo chiuso il 10 marzo – racconta Marco – abbiamo fatto il delivery più per tenerci in allenamento che per fare cassa, perché di camparci, solo con le consegne a domicilio, è inutile parlarne. Per fortuna abitiamo tutti e due in zona, io cucinavo, lui consegnava”.

Da quando hanno riaperto “la risposta è stata buona la prima settimana, adesso lavoriamo molto nel weekend, e allora richiamiamo i due dipendenti che altrimenti sono in cassa integrazione. A pranzo niente, per ora solo la sera. Prima del lockdown a mezzogiorno c’era un  bel giro grazie al Centro Leoni che è qui vicino, ma ora gli uffici sono chiusi. Per fortuna il padrone di casa ci viene incontro sull’affitto”. Il delivery è finito con la riapertura. “Non ce la facciamo, essendo in due, e le ditte di consegna applicano una percentuale insostenibile. Però facciamo un kit take away e chi vuole viene e se lo porta a casa”.

Mesté è aperto dalle 18 alle 19.30 per aperitivo o spuntino, dopo si  fanno due turni, fino alle 21.15 e da questo orario alla chiusura. I turni per gli italiani in Italia (all’estero sono tanti soldatini) sono indigesti. “La gente risponde così, così, ma capiscono la situazione, la riduzione dei posti, chi vuole stare tranquillo viene alle 21.15”. Adesso c’è il dehors. “Con la sabbia e due due vecchie sdraio d’epoca. Mi sembra Albissola, speriamo che migliori il tempo”.

Da Mesté cantina e cucina sono curate, con attenzione ai piccoli produttori di nicchia e a una materia prima di qualità che trova soddisfazione in una cucina semplice, diretta e solida dove la tecnica e il tocco sono collaudati. Ecco una scelta dei piatti: nervetti in insalata; acciughe di Sestri Levante al verde; tonno del Chianti con giardiniera di verdure; trippa alla romana; tagliolini all’uovo (Filotea e Uovo di Selva); minestra di farro; di guancia di maiale al pomodoro con purè di patate; polpo arrosto con friggitelli; passatina di ceci con cime di rapa ripassate. Un bel mestiere. Da provare.

Mesté

Via Corrado il Salico, 12 Milano

Tel. 346-8061538 (anche wuozzap)

www.meste.it 

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