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Published on maggio 28th, 2020 | by Perri

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Cronache della ripresa: Sabatino, la Valentina e la vigna che non pensa al virus

Ogni giorno, dal 18 maggio 2020 (da lunedì al venerdì), racconto su perrisbite.it la ripresa attraverso le nuove storie di ristoranti, bar, alberghi, produttori di cibo e vino che tentano di risalire dall’abisso dove li ha spinti il coronavirus. Soprattutto enogastronomia, l’aspetto che mi sta più a cuore, ma non solo questo. Qui troveranno spazio le storie più diverse. Segnalatevi e verrete raccontati. Oggi parliamo di vino, vigne e natura, che non pensa al virus. Il racconto di Sabatino Di Properzio della cantina abruzzese La Valentina. 

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In questi racconti, l’avrete capito, ci sono storie più personali e altre meno, persone che conosco e altre meno. Sabatino Di Properzio è un vecchio (nel senso che ci conosciamo da dieci anni almeno) amico e una persona speciale. Grazie a lui, e ad altri come lui, ho imparato ad amare l’Abruzzo. Tra l’altro, con Concezio Gizzi, organizza la bella manifestazione “Vette e forchette” a Pescocostanzo. La Valentina, a Spoltore, è l’azienda vinicola di famiglia. Nel senso che nasce nel 1990 e, dopo alcuni avvicendamenti tra soci, sono i fratelli Di Properzio, con Sabatino, Roberto e Andrea, ad acquistare l’intera società. Nella pagina web della cantina leggo questa frase “Tra viti e cantina, comincia allora il nostro lavoro a stretto contatto con la natura”. Il virus ha contribuito ad avvicinare Sabatino ancora di più.

“Per un produttore di vino quest’esperienza è stata scioccante, soprattutto per una cantina come la nostra molto orientata sui canali HO.RE.CA (hotel, ristorazione e catering, ndr). Questo non è stato un fenomeno limitato a una zona o a un Paese, come poteva essere accaduto in passato, ma è stato generalizzato, globale. Ha azzerato il fatturato da un momento all’altro. Ma vino e vigna sono materie vive e certe cose le abbiamo dovute fare lo stesso. Lavorare in cantina, mettere mano alla conservazione dei tagli delle nuovo annate, per la vigna il covid non è esistito la natura è andata avanti”.

A livello personale, come dicevamo, c’è stato un ritorno al passato. “Mi ha ributtato indietro di tanti anni. Sono tornato a compiere gesti e a lavori che negli anni erano stati demandati allo staff, alla squadra. C’è stata una riappropriazione del rapporto intimo e personale con la cantina”.

Sabatino è andato a Spoltore più spesso, a occuparsi della parte amministrativa, del coordinamento del lavoro campagna. “Ho rimesso a posto la gestione delle vecchie annate, ho preso in mano questioni che avevo trascurato”. Ha riscritto protocolli di igiene e pulizia, oltre a quelli previsti dalle normative post-covid. Ha studiato soluzioni di miglioramento della cantina. “In questi momenti scopri cose i cui non riesci a occuparti quando sei travolto dalla normalità”.

Questo a livello privato, ma a livello aziendale, da imprenditore? “Sensazioni contrastanti. Abbiamo assisto alla trasformazione della consumazione, dei sistemi di approvvigionamento del vino. E’ cambiato tutto. Non facendo i super non ne abbiamo beneficiato, qualcosa si è mosso a livello di online e in questo settore c’è stata una vendita maggiore, per tutti”. La domanda epocale: Come si riparte? “Molto lentamente: i mercati mondiali ancora tutti chiusi, ristoranti e wine bar non sono aperti allo stesso modo ovunque e comunque con restrizioni molto rigide. Anche da noi ora c’è prudenza. La buona stagione dovrebbe darci una mano, con gli spazi all’aperto il pubblico potrebbe rivelarsi un po’ più spensierato. Ma per il recupero del 100 per cento ci vorrà del tempo. Io posso dire che a marzo/aprile/maggio ho venduto 75/80 per cento in meno rispetto agli stessi mesi del 2019”. Domanda epocale: il governo ha fatto qualcosa? “Per il settore vitivinicolo non ci sono  misure particolari, noi abbiamo attinto a misure standard per aziende che consentono di spostare investimenti senza perdere finanziamenti. Palliativi”.

I tutto questo, la natura ci guarda,  indifferente ai nostri drammi. “La vendemmia andrà fatta nei tempi in cui la natura deciderà, una settima prima o dopo. Non si scappa. Le cantine sono piene, bisogna vedere le capienze. Per il momento, e siamo solo a metà del guado, si prevede una bellissima annata, tutto procede nel migliore dei modi, ironia della sorte”. Siccome i vini che si bevono di più in questo momento sono i bianchi e il Cerasuolo, e quindi soffrono per il minore consumo, ecco alcuni consigli per un fresco brindisi con la Valentina: Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Doc “Spelt”; Trebbiano d’Abruzzo Superiore Doc “Spelt”; Le Ruve, Fiano colline pescaresi Igt; Pecorino colline pescaresi Igt; Linea classica: Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc. Senza dimenticare i grandi rossi, Bellovedere e il celebrato Binomio. Prosit, con la Valentina. 

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