Live Blogging FEDE

Published on agosto 6th, 2015 | by Perri

0

DIVINA FEDE, SEI UNICA

Un tale mi scrive su twitter: “Tutti gli aggettivi per Federica Pellegrini sono stati usati”. Verità. Dieci anni, sei Mondiali di nuoto dopo la Divina è sempre lei, unica. Forse è questo l’unico aggettivo rimasto, ormai quasi un sostantivo. Sei Mondiali, sei volte sul podio. Veramente, al primo, nel 2003 a Barcellona, Federica era una ragazzina e pur facendo parte della spedizione, stava dietro le stelle di allora, su tutti Massimiliano Rosolino. Dal 2005 sono arrivati, nei 200 stile libero, la “sua” gara, sei medaglie: argento, bronzo, oro, oro, argento, argento. Nel 2005 a Montreal c’ero, nel 2015 a Kazan no, ho tifato davanti alla tv ripensando a tutte le gare di questa splendida campionessa, in cui abbiamo mulinato le braccia anche noi giornalisti, nuotando con lei, malgrado i nostri evidenti difetti fisici. Tutto è già stato detto, tutto scritto, resta solo lo stupore per la sua continuità, il suo carattere, quello spingersi spesso all’angolo da sola per poi uscirne con grinta, rabbia e classe, grande classe. La sua parabola sportiva (e forse anche la sua vita in genere) sta nel suo progredire continuo, nel suo uscire alla distanza, giunco da combattimento che a volte si piega, ma mai si spezza. La sorte le aveva regalato l’allenatore giusto al momento giusto, la sorte gliel’ha portato via proprio all’apice del successo. La più grande sfida della sua vita è stata ricominciare dopo la morte improvvisa e inaspettata di Alberto Castagnetti. Da allora ha cambiato molti tecnici, a volte trovando la giusta alchimia, a volte no, ma in fondo il segreto è che non è cambiata lei. Ha fatto delle scelte sbagliate (come quella del 2011-2012 che l’ha zavorrata all’Olimpiade di Londra), ma non si è mai demoralizzata, persa d’animo. Dopo ogni gara, con un grande risultato oppure no, ha sempre ricominciato. Una volta, nel 2009, andai a Verona a vedere un allenamento del gruppo di atleti che si preparavano con Alberto Castagnetti. Lei era l’unica ragazza in mezzo a senatori del calibro di Max Rosolino e Emiliano Brembilla e a giovanotti ancora rampanti come Luca Marin, fidanzato del tempo. Federica non ci stava a star loro dietro. Li sfidava, li raggiungeva, li superava, con il desiderio di vincere pure in allenamento. Questa è Federica. Buon compleanno Divina, e ancora tante di queste medaglie. O magari solo una, quella di Rio, tra un anno.

Ps Ah, bravo Gregorio “Greg” Paltrinieri: c’è un ragazzo di valore tra la via Emilia e il cielo.

Tags: , ,


About the Author



Lascia una risposta

Back to Top ↑