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Published on settembre 16th, 2015 | by Perri

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Elogio di Gigi Buffon, l’ultimo supereroe

La doppia respinta, a stretto giro, su Sterling e Silva che ha impedito alla Juventus di crollare a Manchester (e di poter avviare la rimonta con il City), non è un semplice intervento strepitoso ma racchiude in sé l’essere Buffon: Gigi è l’ultimo, vero, grande, supereroe. Gigi Buffon è ancora il miglior portiere del mondo. Lo era anche quando si diceva/scriveva che Dida, Cech, Julio Cesar, Casillas erano più bravi di lui e Gigi commentava: “Se questi sono i migliori, allora io durerò per molti anni”. Infatti è ancora qui mentre i suoi rivali o sono scomparsi o veleggiano in mari lontani.  Lo era anche quando si pensava per lui a un rapido pre-pensionamento e io gli dicevo: Gigi, andiamo via insieme. Io ho mollato, lui invece no (fulminante la battuta di Paolo Tomaselli nelle pagelle sul Corsera: “la strategia della pensione”), anzi mi sembra più agile e reattivo di prima. E pure più asciutto, come se si allenasse a passare le notti in bianco che gli regalerà il suo terzo figlio in arrivo. In queste prime uscite ufficiali ha già dimostrato di essere più forte di prima. Gigi è un supereroe (calcistico) perché come il protagonista di un fumetto Marvel ha i suoi problemi, ha avuto le sue magagne, ha commesso i suoi errori. Tutto alla luce luce del sole, tutto con assunzione di responsabilità, nel bene e nel male. Insomma è umano, pur possedendo i superpoteri (sportivi) come un supereroe che si rispetti. Non si è mai tirato indietro, ha sempre messo i pugni davanti al pallone e la faccia di fronte alle difficoltà, ai momenti neri, suoi e della squadra, agli acciacchi. E di questi non ne ha avuti pochi. L’ultimo grave, alla schiena, maturato al Mondiale 2010 in Sudafrica, pareva quello definitivo, che gli avrebbe affrettato il ritiro.  Sembrava un addio, del resto in quella stagione (2010-2011), alla Juventus molti pensavano di sostituirlo con Storari, era proprio la Juventus la prima a giudicarlo “stagionato” (eufemismo).  Gigi avvertiva tutto questo, voleva andarsene, era deciso ad accettare le offerte che, dal 2006 in poi, gli erano continuate ad arrivare. E’ rimasto grazie a due persone. Il suo procuratore, Silvano Martina che lo convinse a non prendere decisioni affrettate, e il nuovo allenatore bianconero, Antonio Conte che gli disse: “Tu sei Gigi: sulla tua esperienza e le tue parate costruirò la nuova Juventus”. Gigi ci ha ripensato, anche perché le sfide gli piacciono e non è il tipo da dire: non ho più nulla da dimostrare. Volete che vi faccia vedere quello di cui sono ancora capace? Eccomi.

Il Sunset Boulevard può attendere. SuperGigi è ancora qui.

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