Calcio & Sport PRESECAMPIO

Published on agosto 20th, 2016 | by Perri

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Il campionato secondo me (e la Gazza di Parma)

In teoria, oggi cominciano due storie parallele ma non convergenti (come diceva Aldo Moro). Alle 18 con Roma-Udinese è al via il cosiddetto campionato dei “normali” con Roma-Udinese, mentre alle 20.45 si apre la stagione “a parte” della Juventus contro la Fiorentina. In teoria. Perché i più forti e i più bravi non necessariamente, per il bene del pallone (e dello sport in generale) come ha dimostrato in modo sfacciato il Leicester, si sovrappongono. Premessa fondamentale: la campagna acquisti si conclude il 31 agosto alle 23. Da Milito (Genoa, 2008) a Sneijder (Inter 2009), l’ultimo acquisto può essere l’uomo giusto al posto giusto.

TESTA ALTA

Oltre alla Juventus, appartengono a questo gruppo Napoli, Roma, Inter, Milan, Fiorentina e Sassuolo. Parliamo di squadre che credono all’Europa, poi il livello di fede si vedrà. Due aspirano a impensierire la Juventus penta-campeao, che appare irraggiungibile. Il nuovo allenatore dell’Inter Frank De Boer quando ha detto che “non sono sicuro che si sia rafforzata”, forse intendeva che non sempre la raccolta delle figurine migliori completa l’album. Però Madama appare stratosferica (e mancano uno o due pezzi). Non ha più Pogba ma questo potrebbe incidere sulla campagna d’Europa, in Italia chi fermerà la sua musica? Si è regalata dal crack Higuain al talentoso giovanotto Piaça. In mezzo tutti gli altri. Gonzalo el gordo ha bisogno di un buon dietologo, ma Dybala-Mandzukic possono bastare, per adesso (e anche per dopo). Ma non si tratta solo di questo. Un anno fa, dopo aver ceduto 12 punti in dieci partite, data per spacciata, con gli ultrà sull’uscio di Vinovo, fu la mentalità ricostruita da Antonio Conte e conservata da Max Allegri a cannibalizzare il campionato: 25 vittorie in 26 partite. I rivali non devono temere non solo gli uomini ma anche forza mentale. I più vicini sono, per recente classica e giocatori, il Napoli e la Roma. I giallorossi visti all’opera con il Porto, in un non facile esordio europeo, sembrano più avanti. La Roma ha Strootman che forma, con De Rossi rivitalizzato dalla cura congiunta Conte-Spalletti, e Nainggolan, un reparto centrale che non risente dell’addio di Pjanic. Il problema è una certa fragilità fisica. L’incognita del Napoli è l’eredità di Higuain, un interrogativo che ci sarebbe stato in ogni caso: 36 gol in 38 partite non si fanno tutti gli anni. Sarri è una garanzia, però, e la squadra appare equilibrata.

Un po’ più in basso le due milanesi, entrambe cinesizzate. L’Inter è, come le accade da qualche anno, in mezzo al guado societario. Chi comanda chi? Mancini, forte dell’esperienza inglese, ha tentato di fare il manager e il suo interventismo (chiamare i giocatori, trattare personalmente) è entrato in rotta di collisione con i padroni, vecchi e nuovi. Alcuni rinforzi di qualità sono arrivati (Candreva, Banega), i gioielli di famiglia sono stati preservati (Icardi). L’allenatore olandese, che di sicuro “non è un pirla” (copyright Mourinho), è arrivato tardi e si deve ambientare presto. Il Milan ha fatto l’ennesimo cambio in panchina. Vincenzo Montella ha buona visione di gioco, ma non ha visto un rinforzo. Ed è cambiata, dopo 30 anni, anche la proprietà. Silvio Berlusconi non c’è più. Sono convinto che la voce del padrone sia fondamentale in una società di calcio più che in una società qualsiasi. Il pallone è troppo volubile. L’incognita sulle milanesi è proprio questa: chi sarà il punto di riferimento? Fiorentina e Sassuolo potrebbero inserirsi, come hanno già fatto, per un posto in Europa. Il Sassuolo è stato gagliardo nei preliminari di Europa League, mostrando muscoli e cervello. La Fiorentina si presenta con la stessa struttura del campionato 2015/16. Più esperienza, più risultati? E’ questo il dilemma.

MEZZA TESTA

In questo gruppo ci sono squadre che potenzialmente potrebbero salire all’attico ma anche ritrovarsi nel sottoscala. Il Torino ha fatto investimenti importanti dal tecnico, Sinisa Mihajlovic a Ljaic, da Iago Falque (in rampa di rilancio dopo l’abisso romanista) a Rossettini. C’è chi la sistema più in altro, ma ha finito male a maggio quindi scala di una casella. La Lazio, dopo la lunga estate calda e un po’ “loca”, con l’assurdo affaire Bielsa, si ritrova con Simone Inzaghi confermato e un reduce europeo, Ciro Immobile a guidare l’attacco. Per me la rivelazione sarà l’Atalanta di sir Gasperson che ha voglia di dimostrare di essere vincente anche fuori Genova. A proposito, il Genoa, finora, a parte in panchina, non ha fatto la rivoluzione e questa è una novità (ma non siamo al 31). Preziosi ha voluto fortemente Juric, allievo di Gasperini, a continuare la tradizione, tattica e di buoni risultati. Bologna e Cagliari mi sembrano ben assortite. Marco Borriello, quando sbarca su un’isola si infiamma (vedi presunta storia con Belen): a 34 anni e all’ennesimo giro di giostra torna a far parlare di sé.

TESTA BASSA

Testa bassa non tanto come livello, quanto come way of life, modo di intendere l’approccio al pallone. Qui nessuna distrazione, zero sentimentalismi. Sampdoria, Palermo, Udinese, Chievo, Empoli, Pescara, Crotone, dovranno pensare prima di tutto salvarsi. La Sampdoria ha fatto alcune scelte interessanti sul mercato: Castan da recuperare, Cigarini, Schick. Ha cambiato molto, partendo dall’allenatore. Marco Giampaolo ha salvato molto bene l’Empoli nel campionato archiviato a maggio. Però i blucerchiati hanno finito male e venduto qualche pezzo pregiato quindi, come il Torino, scalano di una casella. Udinese e Chievo praticamente non hanno cambiato nulla, a parte Iachini sulla panchina della Dacia Arena. Il Palermo è reduce da un anno rocambolesco e da una salvezza afferrata a fatica. Per Pescara e Crotone, ultime arrivate, lo scudetto è restare tra noi. L’Empoli ha perso giocatori importanti (Zielinski, Mario Rui) e si affida a una coppia “stagionata”, Gilardino & Maccarone, 70 anni in due. Attaccante vecchio fa buon brodo. E spesso anche gol. Buon campionato a tutti.

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