Non neghiamoci nulla laudemio-1

Published on dicembre 9th, 2016 | by Perri

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Il Laudemio festeggia il compleanno con un concorso per olio e grandi cuochi

Quando c’è di mezzo l’olio non può che arrivare il pane. Il resto è gioia e non ho detto noia, specialmente se c’è di mezzo un olio buono come il Laudemio. Nomen, omen.  Nel Medioevo il laudemio era il fiore del raccolto, la parte destinata alla tavola del signore. Più o meno trent’anni fa, alla metà degli anni ’80, Vittorio Frescobaldi decide di riunire 21 produttori (che ancora adesso formano il Consorzio) dei più nobili cru della Toscana sotto questo marchio, con un disciplinare formato da regole ferree e con un rigido controllo di qualità.  Sua moglie Bona sceglie la bottiglia che sembra quella di un profumo, sontuosa, indimenticabile,  proprio a marcare la differenza che va dalla frangitura (entro tre ore) alla gramolatura all’estrazione rigorosamente a freddo, fino all’imbottigliamento e all’accurata conservazione del prodotto. Oggi Diana Frescobaldi, figlia di Bona e Vittorio, presidente del Consorzio, in un convivio dall’effervescente Felix Lo Basso nel suo ristorante con vista sul Duomo, lancia un’iniziativa per valorizzare quest’olio inconfondibile per la sua caratteristica piccante (più l’oliva è matura, più si ammorbidisce) ma non aggressiva e il colore brillante. Il menu: garusoli aglio, Laudemio, prezzemolo e tarallo; baccalà alla vaniglia, confit e orto verde (Laudemio a rifinire); zuppa di agrumi, robiola e Laudemio. E molta “puccia”.

Il “Premio Laudemio”, con la direzione artistica di Fausto Arrighi, nasce con l’obiettivo di promuovere e il Laudemio nella cucina di importanti Chef. Detto che col pane è “la morte sua” l’olio può sicuramente arricchire o completare un piatto di alta cucina. Il concorso sarà itinerante e si svolgerà nel 2017 con otto cene in famosi ristoranti italiani di sette città (Milano raddoppia): via a Roma, il 25 gennaio all’Aroma con Giuseppe di Iorio; il 15 febbraio di scena a Bologna con Agostino Iacobucci, dei Portici; quindi il 1 marzo tappa in Toscana,  all’Ora d’Aria, di Firenze, officiante Marco Stabile. Il 14 marzo Laudemio in Piemonte al Magorabin dell’estroso Marcello Trentini; il 28 marzo prima incursione a Milano con l’intreccio di olio e cucina orientale:  Nobuya Niimori di Sushi B a interpreterà il Laudemio. Non è un incontro casuale, dopo gli Usa il Giappone è il secondo mercato per “il fiore del raccolto”. Si torna a Sud l’11 maggio con Salvatore Bianco de “Il Comandante” (Hotel Romeo, Napoli); il 25 maggio seconda incursione milanese da Andrea Aprea, al Vun (Park Hyatt). Conclusione a Venezia il 7 giugno all’Antinoo’s Lounge & Restaurant (Centurion Palace Hotel), Massimo Livan ai fornelli. Vinceranno tutti, ma al primo classificato è riservato un viaggio per due in California e ci saranno premi anche ai compagni di podio. A vedere come viene l’olio laggiù, ma anche a divertirsi. Vinca il migliore. Cioè l’olio.

olive olio e olive

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