Perri morde PAGELLONE

Published on dicembre 30th, 2017 | by Perri

0

Il Pagellone 2017, promossi e bocciati (su Gazza Parma)

Ecco il Pagellone di fine anno apparso il 30/12/2017 sulla Gazzetta di Parma.

BEBE VIO 10

Rappresenta il volto e la ricchezza dello sport paralimpico, grande risorsa umana dell’Italia, una forza trascinante, positiva. Atleti capaci di lottare e di vincere nelle discipline più diverse. Spesso non comprendiamo che quello che fanno non lo fanno solo per se stessi, ma anche per noi.

CARLO TAVECCHIO 6

Passerà alla storia come il presidente dello sprofondo azzurro, ma agguanta la sufficienza dicendo “ho chiesto anche agli altri componenti del consiglio di dimettersi e non l’hanno fatto”. Eh no, stavano già preparando la campagna elettorale. Infatti sono tutti lì a caccia della sua poltrona.

GIAN PIERO VENTURA 2

Il fatto che non si sia dimesso urbi et orbi subito dopo l’eliminazione subita con la Svezia, fa precipitare il suo voto. L’uomo sbagliato su una panchina difficile. La sua colpa più grave non riguarda la tattica, ma la psicologia. Il talento non lo poteva inventare, ma la paura la doveva eliminare.

ANTONIO CONTE 8

Come alla Juve, vince subito la Premier con il Chelsea, la squadra più debole tra quelle che ambivano al titolo. La sua forza è il logorio che impone a tutti, anche a se stesso. Per questo dopo un po’ deve cambiare aria. Mostra la solita idiosincrasia per le Coppe, sia nazionali che internazionali.

JUVENTUS 9

Manca per la seconda volta la tripletta e subisce il logico scherno dei nemici. Ma senza gli occhi foderati dal tifo, si può vedere il percorso straordinario di Madama, dal 2011 al vertice. Due volte in tre anni è arrivata in fondo a tutto. Meglio perdere la finale di Champions che stare a casa. 

GIGIO DONNARUMMA 4 

Un ragazzino con troppa gente intorno. Parenti, procuratori, dirigenti e tanti guai. Le famiglie allargate, nel calcio, finiscono sempre male. Al di là di tutte le considerazioni possibili, se ti affidi a Mino Raiola come agente, poi lo lasci fare. Altrimenti ti prendi un altro procuratore. 

LEWIS HAMILTON 10

Non è un simpatico naturale, ma ha conquistato il suo quarto mondiale di F1, il terzo di fila e ha superato il record di pole di Ayrton Senna. Il brasiliano era più amato, la sua empatia irresistibile. Lewis non è un buontempone, fa anche le battute politicamente scorrette, ma quanto fila. 

FEDERICA PELLEGRINI 9

Alla Divina, Don Backy ha dedicato una canzone con 40 anni d’anticipo: l’immensità. La sua ultima vasca nei 200 d’oro ai Mondiali di Budapest resterà nella memoria. Come l’Araba Fenice, rinasce quando meno te l’aspetti. Un punto in meno per la polemica sul (mancato) premio al suo tecnico Giunta.

DETTI & PALTRINIERI 10

Premiata ditta del mezzofondo italiano in piscina, amici-nemici, dividono tutto, piscina, allenamenti, allenatore (il “moro” Morini, zio di Detti). Più casalingo Detti che ama l’Italia e la cuccia, più avventuroso Paltrinieri. Che bello avere un rivalità stile Coppi-Bartali in vasca.

GIOVANNI MALAGO’ 10

Conclude il 2017 da trionfatore. Sfila la seggiola della Federcalcio a Tavecchio, ottiene dal Parlamento di poter regnare al Coni fino al 2025. Togliere la poltrona agli altri, puntellare la propria. E tutta la stampa coperta e allineata. Forse il vero genio è il suo capo della comunicazione.

CHRIS FROOME 5

Il caso è ancora aperto, ma la notizia della positività di Chris Froome, quattro volte re della Grande Boucle, annichilisce e toglie ancora un granello di fascino allo sport più epico, popolare e bello che c’era. Magari risulterà innocente, ma ci ha sospinto di nuovo nella sindrome Armstrong. 

FEDERER & NADAL 10

Premiata ditta dell’ancien regime tennistico, lotta più contro gli acciacchi della vecchiaia sportiva che contro gli avversari. Ogni tanto i due si prendono delle pause. L’idea è che lo show must go on, ma il tennis, quando saranno pensionati, non regalerà le stesse emozioni.

PAULO DYBALA 5

Ha cominciato il 2017 da fenomeno, con i fuochi d’artificio e i colori ultravioletti, lo sta finendo in panchina, grigio e malinconico. Nelle due partite più importanti di dicembre, con l’Inter e con la Roma è rimasto fuori. E ora lo agitano i fantasmi del mercato. 

PEP GUARDIOLA 9

Dopo un anno di rodaggio ha importato in Premier League il suo modello e sta dominando. Ha annichilito il tradizionale rivale, Mourinho, seduto proprio nella panchina accanto alla sua a Manchester. Ha sempre a disposizione grandi squadre, ma le sa plasmare come pochi.

USAIN BOLT 10

Manca l’happy end alla favola più veloce del mondo. L’arciere non centra il bersaglio nel suo ultimo 100 ai Mondiali di Londra. Però ha segnato l’atletica del secondo millennio, dominando tre Olimpiadi, diventando l’icona globale dello sport. Ora può serenamente pubblicizzare pure lui un gioco online.

FRANCESCO TOTTI 9

Perché non 10? Se è un voto al giocatore allora meriterebbe anche di più, se è un voto agli ultimi anni allora qualcosa di meno. Il suo attaccamento a Roma e alla Roma è stato commovente, come il suo addio. Ecco, forse un po’ troppo lungo e trascinato. 

FRANCO MORBIDELLI 10

Tra Dovizioso che arriva lì vicino a vincere la MotoGP e Valentino Rossi novello Enrico Toti con la stampella su due ruote, tornato rapidamente dopo la caduta, abbiamo snobbato questo ragazzo che ha riportato in Italia, dopo nove anni, un titolo iridato conquistando la Moto2. Bravo.

CRISTIANO RONALDO 5

Gol, trofei, cotillons e ricchi premi, ma non bastano. CR7 è irritato. Guadagna meno di Messi: “solo” 32 milioni all’anno (contro 48). Vuole un adeguamento. Lo vorrebbe, da lui, anche il fisco spagnolo, il cui capo ha detto: “Ronaldo ha evaso 15 milioni di euro. C’è chi è in galera solo per 125 mila”.

SOFIA GOGGIA 8

Una valanga tutta sua. Sofia rappresenta il nuovo volto dello sci italiano, quell’eredità di grandezza che deriva da Thoeni, passa per Tomba e la Compagnoni e arriva fino a lei e ai suoi fratelli che tentano di far ritornare grande una specialità in cui siamo stati maestri.

ANTONELLA PALMISANO 8

C’era una volta l’atletica azzurra, ora c’è solo lei, Antonella da Mottola (Taranto), con allenamenti a Ostia. Medaglia di bronzo nella 20 km di marcia ai Mondiali di Londra. Riesce a cancellare lo zero nel medagliere, ma non a risolvere i gravi problemi di risultati del più importante sport olimpico.

   

Tags: , , ,


About the Author



Lascia una risposta

Back to Top ↑