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Published on febbraio 4th, 2019 | by Perri

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Il Pagellone del 2018: promossi e bocciati (dalla Gazzetta di Parma)

Ecco il pagellone dello sport del 2018, pubblicato sulla Gazzetta di Parma.

SIMONA QUADARELLA 8

Malgrado i tre ori (400, 800, 1.500 stile libero) agli Europei di Glasgow, l’ultima protetta di Giovanni Malagò all’Aniene, allieva di Christian Minotti non va oltre l’otto. Un bel voto, ma non è il massimo perché deve confermarsi. L’Europa, nel nuoto, è un punto di passaggio. L’attende il Mondo

MARGARET THATCHER 10

Ad ogni tragedia nel calcio, viene puntualmente evocata. Donna energica, mandò la flotta a cacciare gli argentini dalle Falkland e Scotland Yard a espellere gli hooligans dagli stadi. Contro teoria: non è merito suo e la repressione non paga. Come volete, ma in Inghilterra ora stanno meglio

PAOLA EGONU 9

Volto e mani simbolo della splendida avventura delle nostre ragazze della pallavolo azzurra, argento al Mondiale giapponese. Una ragazza simbolo di integrazione, di lotta ai pregiudizi, in tutti i sensi. Attesa da altre conferme e da una sfida: non finire sfruttata per battaglie che non sono le sue 

ARIANNA FONTANA 10

Giovanissima a Torino 2006, è ancora giovane adesso, dopo la sua quarta Olimpiade. La regina dello short-track, valtellinese coriacea, dal Piemonte alla Corea, si è sempre messa una medaglia al collo. Nel 2018 quella d’oro nei 500 metri. Lingua affilata come i suoi pattini, dice sempre quello che pensa 

SOFIA GOGGIA 10

Stiamo aspettando il suo ritorno dopo l’infortunio che l’ha zavorrata all’inizio della nuova stagione dello sci. Sfortunata alla fine del 2018 che, comunque, ricorderà/ricorderemo per la sua simpatia contagiosa, per la sua voglia di spaccare il mondo e per l’oro olimpico nella libera di Pyeongchang

MICHELA MOIOLI 10

Dopo Sofia Goggia, ecco un’altra bergamasca d’alta quota, in tutti i sensi. Michela è la terza ragazza d’oro di Pyeongchang, terra fertile coreana dove gli sport invernali azzurri sono tornati a scavare metalli preziosi. Prima nello snowboard cross, prima italiana di sempre a prendersi questa medaglia

FILIPPO TORTU 7,5

Nel 2018 è diventato l’italiano più veloce sui 100 metri (9”99), battendo il record di Pietro Mennea che resisteva da 29 anni. Grandi possibilità da gestire con giudizio. Quelli che lo hanno esaltato, sono scomparsi con il suo quinto posto agli Europei. Una lezione importante sulla gestione del successo

JOSE’ MOURINHO 4

Il suo fallimento è pesante e non riguarda tanto l’esonero subito al Manchester United. Succede, nella carriera di un tecnico. Ma per lui la sconfitta è più bruciante. Da sempre allenatore di uomini, più che di lavagna tattica, è caduto per una evidente ribellione dei giocatori che non lo sopportavano più

OSCAR W. TABAREZ 10

Un anziano signore che porta la sua forza di volontà di fronte agli occhi del mondo. Non la malattia, come qualcuno ha scritto, ma il modo più concreto di affrontarla, continuando a fare quello che si ama. Ci vuole coraggio, ma El Maestro ne ha in abbondanza, resterà alla guida dell’Uruguay ancora a lungo 

ANTOINE GRIEZMANN 9 

Meno uno per la delusione del Pallone d’oro che meritava più di tutti per il doppio trionfo, Europa League con l’Atletico Madrid e Mondiale con la Francia. Strani questi giudici, ma rimane un’annata sensazionale per le Petit Diable, bomber con la barba sempre ben fatta (almeno secondo la pubblicità)

RONALDO 10 e lode 

Una rovesciata alla storia. Dopo l’ennesima Champions League con il Real, ecco la trattativa con la Juventus. Pareva la bufala del secolo, si sta rivelando l’affare del millennio. Sta trascinando i bianconeri e anche il nostro calcio. Dopo trent’anni un fenomeno è atterrato in Italia. Alleluia

GIOVANNI MALAGO’ 5

Malgrado l’ingresso nel Cio (complimenti), è stato un anno problematico per il presidente del Coni. Nella prima parte ha mandato il sodale Roberto Fabbricini allo sbaraglio nella fossa dei leoni della Federcalcio (sbranato), nella seconda si è trovato il Governo gialloverde in casa a dettar legge

LUKA MODRIC 9

Non dieci per via della delusione della finale Mondiale, ma è stato l’anno perfetto per il folletto croato, quello in cui, dopo la Champions League con il Real Madrid ha cullato anche il sogno di una piccola repubblica fondata sull’esportazioni di calciatori e ha conquistato il Pallone d’oro

GIANLUCA VIALLI 10

Un’esistenza transitata dalla goliardia sampdoriana alla competenza di una carriera adulta, da scrittore e commentatore tv. Molto attento nel difendere la sua vita privata, ne è uscito per raccontare la dura battaglia contro la malattia che lo ha colpito, con dignitosa sincerità, senza abbellimenti

LA SERIE B 3

Manifesto indiscusso della situazione paradossale del nostro calcio, in cui sbarca Cristiano Ronaldo il grande, però la seconda serie professionistica si gioca dispari, con 19 squadre. Il pallone da noi rotola a due velocità, accanto a eccezionali campioni si muovono, ahinoi, piccolissimi dirigenti

LEWIS HAMILTON 9

Quinto Mondiale di F1 per il pilota britannico che infiniti lutti continua ad addurre alla Ferrari. Non ha la faccia da freddo ma in pista lo è. Manca il dieci perché non è profeta in patria: per la BBC lo sportivo dell’anno è il gallese Geraint Thomas, vincitore del Tour. Ma cosa dovrà fare ancora?

MARCO CECCHINATO 8

Anche per lui voto di incoraggiamento alla continuità. A quarant’anni dall’ultima, Corrado Barazzutti, ha conquistato la semifinale in uno Slam, a Parigi, battendo il “Djoker”. Dopo una squalifica per scommesse poi annullata, a 26 anni, ha recuperato il tempo perduto. Lo attende un altro passo avanti

MARTINA CAIRONI 10

Dopo tanti allori, tra cui l’oro a Rio 2016, ecco i successi nei 100 metri e salto in lungo (T42) agli Europei di Berlino per la ragazza di Alzano Lombardo. Accanto ai nomi più mediatici (Zanardi, Bebe Vio) tante storie paralimpiche di vita, coraggio e sport inteso non come consolazione, ma proprio sport

ANTONIO CASSANO 4

Finalmente il lungo addio al calcio si è concluso con il tentativo all’Entella, che è servito più alla squadra di Chiavari per far parlare di sé nel periodo in cui non esisteva, sospesa tra due campionati. Epilogo malinconico per un grande talento sprecato che è stato il peggior nemico di se stesso

FRANCESCO MOLINARI 10

Con “Chicco”, per chi ha confidenza, siamo diventati definitivamente un popolo di Santi, Poeti, Navigatori e Golfisti. Le sue imprese, primo italiano a vincere un Major (l’Open Championships in Scozia), la grande prova alla Ryder Cup, lo hanno reso celebre quasi come un calciatore. Il nostro Ronaldo

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