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Published on giugno 5th, 2017 | by Perri

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La classe non è acqua: il Real migliore della Juventus

DALLA GAZZETTA DI PARMA, LUNEDI’ 5 GIUGNO 

Un’alba livida di pioggia a Istanbul, molti anni fa. L’aeroporto era un bivacco di stanchi e afflitti manipoli di tifosi rossoneri. La notte prima, un trionfo annunciato si era trasformato in un incubo. In vantaggio per 3-0 alla fine del primo tempo sul Liverpool, il Milan era stato rimontato, costretto ai supplementari, poi ai rigori, infine all’inusitata sconfitta. I tifosi ci riconobbero come giornalisti e cominciarono a chiederci (insomma) di seppellire di critiche Carlo Ancelotti e i suoi prodi, non prima che loro avessero fatto lo stesso ma di insulti. Lo stesso sta succedendo adesso. Accade sempre così, dopo una sconfitta, i nemici “interni”, quelli delle squadre tradizionalmente rivali, se la ridono – dimenticando che è sempre meglio perdere una finale che non giocarla affatto – invece quelli della squadra battuta cercano un capro espiatorio. Quando si verificano sconfitte come quella della Juventus con il Real Madrid, non si esce da un copione già scritto. Un’assurdità tutta italiana.

Un passo indietro. Personalmente ero convinto che la Juventus fosse più forte del 2015, quando affrontò e perse con il Barcellona. Allora, nel momento in cui aveva ribaltato l’andamento della finale pareggiando con Morata il gol di Rakitic, le mancarono giocatori in grado di risolvere la gara, fuoriclasse come quelli del Barcellona che invece emersero al momento giusto. Questa volta la Juventus li aveva, era più solida e completa. Però davanti aveva il Real Madrid. Entrambe potevano vincere/perdere al 50 per cento.

La Juventus ha perso perché il Real le è stato superiore. E’ così difficile da dire/scrivere/ammettere? Ne ho sentite tante da sabato sera: Allegri non aveva un piano B, Pjanic non è Modric, Dybala e Higuain non pervenuti, la squadra è crollata psicologicamente e fisicamente, abbiamo venduto Pogba. Una per una (a parte quella su Pogba) affermazioni realistiche. Ma sintetizzabili, e rovesciabili, con questa: il Real Madrid è stato migliore.

All’avversario raramente si concedono meriti, soprattutto da parte degli allenatori della domenica, dei tecnici da social, dei tifosi inviperiti. La Juventus ha cercato la spallata, come ha sempre fatto da quando Allegri si è inventato il sistema a cinque stelle. Non le è riuscita. Anche perché il Real ha difeso benissimo. Zidane ha studiato gli errori della sua squadra e li ha corretti. Marcelo, considerato il ventre molle delle “Meringhe”, ha attaccato con continuità quando solo la Juventus aveva già dato segnali di cedimento. Le linee erano strette. Ho precisa, davanti agli occhi, l’immagine di Dybala che cerca di fare il suo solito gioco d’infilata, ma finisce stritolato tra due madridisti. La Juventus ha concluso solo da fuori o, come nel caso del gol di Mandzukic, spalle alla porta. Come atto finale del processo si parla di mercato. Qualunque squadra può rinforzarsi, ci mancherebbe. Ma per un progetto, non per rimediare a una sconfitta. In conclusione, mai come in questo caso, la classe non è acqua.

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