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Published on settembre 2nd, 2016 | by Perri

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Le mie pagelle della nuova serie A, su Gazza Parma

Non siamo i più ricchi, ma siamo stati i più bravi. Da anni non si vedeva un calcio mercato così effervescente in Italia. Tutte si sono mosse e se ci sono delle insufficienze, inevitabili, hanno tentato di rinforzarsi. Siamo ritornati centrali e, rispetto al recente passato, molti giocatori stranieri hanno smesso di considerare la Serie A il campionato minore tra i maggiori. Inghilterra (soprattutto, basta pensare a Wilshere che preferisce il Bournemouth alla Roma) e Spagna sono ancora lontane, però ci siamo attrezzati puntando sui giovani talenti, rivitalizzando campioni dall’opaco pedigree, facendo incastri interessanti. L’impressione è che, come scambi, alla nostra borsa giocatori sia di nuovo importante. Nota a margine. Da più parti si chiede di poter chiudere il mercato prima che comincino i campionati. Richiesta da supportare. Forse il circo mediatico-calcistico ne soffrirebbe ma le società lavorerebbero meglio.   

JUVENTUS 9,5 – Proprio all’ultimo momento non si prende un grasso 10. Colpa di Lucescu – per i complottisti il nostro amico Mircea ha avuto un rigurgito di antico interismo – e Witsel, già a Torino con i suoi riccioli, è dovuto tornare in Russia. Fino a gennaio, ammesso che Khedira non regga questo avvio regale, potrebbe mancarle un mediano. Però si tratta di elucubrazioni. Basta elencare i giocatori che hanno rinforzato un gruppo già eccelso: Higuain, Pjanic, il talento Pjaca, Benatia, Quadrado, Dani Alves sono investimenti sontuosi. Con il Napoli potrebbe schierare due squadre, una per puntare allo scudetto e una con discrete chance di arrivare in Champions League.

NAPOLI 9 – Fuori, tra cuori spezzati e polemiche, il re dei bomber Gonzalo Higuain, dentro sette acquisti di grande qualità per la prima fila e per il loggione, a seconda delle esigenze, da Milik, già caldo, a Rog passando per Zielinski e, infine, arrivando a Maksimovic, lungamente competitivo. Una rosa competitiva sia in Italia che in Europa. E poi si è tenuto Gabbiadini e Koulibaly. Un buon mercato è fatto anche di resistenza. E di serenità, state buoni che potete vivere una grande stagione.

INTER 8 – I cinesi nerazzurri, a differenza di quelli rossoneri, hanno staccato gli assegni. Verso il tramonto della campagna acquisti sono arrivati Joao Mario e Gabigol, ma non Lichtsteiner. Sono finiti i tempi in cui la Juventus rinforzava l’Inter. A parte questo, un bel mercato, con Candreva e Banega primi colpi importanti.  Imperfetto (ma nessuno lo è) ma, viste le premesse, vitale. Pronti per il campionato, dopo le correzioni di De Boer, meno in Europa: sia Gabigol che Joao Mario, con Kondogbia e Jovetic, non sono stati inseriti nella lista Uefa per l’annoso caso del fair play finanziario. Ottima, infine, la resistenza su Icardi, strappato dalle unghie del Napoli e pure di Wanda Nara (almeno come agente).

TORINO 7,5 – Urbano Cairo potrebbe dire una battuta alla Gianni Agnelli: “Mio sono preso il portiere del Corriere e anche quello dell’Inghilterra”. Joe Hart è un bell’acquisto, per ora più mediatico che fondamentale. Il portiere è importante ma Hart è da valutare. Toro scatenato sul mercato, con un aspetto importante: ha accontentato quasi completamente l’allenatore Mihajlovic. Da seguire la voglia di riscatto di Liajc e Iago Falque, potrebbero fare la differenza.

CAGLIARI 7 - Bella rosa sull’isola tornata in serie A e decisa a rimanerci. Investimenti accorti, di esperienza come Bruno Alves, Isla e Padoin (dalla Juve), e di potenza Marco Borriello che non ha perso l’appetito dopo un’estate calda sotto il segno del gossip. Peccato per l’ultimo colpo, Mati Fernandez, sfumato con polemica (che non finisce qui) e fuggito a Milano dal suo mentore Montella.

SASSUOLO 7 – Il progetto Squinzi va avanti robusto e agile. Investimenti sui giovani, come Ferrari lasciato al Crotone, Sensi portato sul proscenio e Berardi, difeso da tante richieste, in Italia e all’estero. Qualche cessione (Sansone, Vrsaljco) per far tornare i conti, un attaccante di grande esperienza come Matri per dare pesantezza all’attacco. Una bella realtà, al di là della pec (la posta certificata che, per ora, è costata uno 0-3 a tavolino).

GENOA 7 – Per i disattenti forse il vecchio Grifo sarà una meteora. Però l’esordiente (in serie A) Juric ha un progetto e capacità e, rispetto al passato, al di là degli arrivi interessanti di Veloso, Gentiletti, Ocampos e del giovane Simeone (buon sangue non mentirà?),  la famiglia Preziosi ha difeso Rincon e Pavoletti dando continuità al progetto.

SAMPDORIA 7 – Anche sull’altra riva del Bisagno il mercato è stato vissuto intensamente. Nuovo tecnico, Giampaolo, il secondo acquisto più caro dell’era Ferrero, il belga Praet. E poi Budimir, l’attaccante che con i suoi gol ha spinto in serie A il Crotone. Una bella realtà anche questa, un bel derby in arrivo.

ROMA 6,5 – Via Pjanic, approdato ai grandi rivali bianconeri, la fase finale del mercato è stata condizionata dall’inattesa e pesantissima espulsione (in tutti i sensi) dalla Champions League. Rivoluzionata la difesa, questa squadra dipenderà molto dal centrocampo e dalla prolificità di Dzeko. L’acquisto più importante è stato il recupero di Strootman.

LAZIO 6 – Ci ha regalato la più intrigante telenovela dell’estate in collaborazione con el “loco” Bielsa. La tifoseria come al solito è in subbuglio, per la cessione di Candreva e l’addio di Klose e incerta sui nuovi arrivati, specialmente difensori. Però Bastos, nelle prime uscite, si è dimostrato un grande acquisto. Dipenderà molto dalla voglia di riscatto di Ciro Immobile.

FIORENTINA 6 – Riportato in viola Tello, il “ritornato” speciale Pantaleo Corvino ha rinforzato la rosa, specialmente in retroguardia, e tagliato il monte ingaggi. Niente di fantasmagorico, ma potrebbe bastare, con la regia di Paulo Sousa, per un altro campionato di vertice e qualche sfizio.

ATALANTA 6 – Ha cominciato male il campionato, anche per sfortuna. Ma ha uomini (come Kessie) e panchina robusta per sostenere una salvezza non arruffata. Manca un centrale in difesa, ma può fare un campionato tranquillo.

CROTONE 6 – Malgrado le partenze di Juric e di Budimir, ha dato un senso alla fase finale del mercato con l’arrivo di Falcinelli, Trotta e Crisetig. Il suo sarà un campionato di lotta e non di governo, ma non si è mosso male. 

PESCARA 6 – Partito il bomber Lapadula (lo stesso avvenne dopo l’ultima promozione con Immobile e Insigne) ha investito sui giovani, Verre, Crescenzi e Biraghi, e su una pattuglia di capitani di lungo corso (Pepe, Aquilani, Bizzarri). Un bel cocktail che potrebbe risultare gustoso sotto la regia di Massimo Oddo, tecnico che vuole risultare profeta a casa sua.

BOLOGNA 5,5 – Interessante il colpo finale di Viviani, sulla sirena del mercato. Ha avuto buone idee con l’esperienza di Torosidis e Dzemaili, e fatto un investimento con Krejci. Però ha perso Mirante, un portiere che dava sicurezza e leadership. La sua assenza peserà.

EMPOLI 5,5  - Un vecchio attaccante (Gilardino) a sostenere un attaccante stagionato (Maccarone). La salvezza si conterà sui loro gol. Molta esperienza in campo con Bellucci e Pasqual. Molti pezzi pregiati spariti. Molto dipenderà anche dal talento di Saponara.

PALERMO 5 – Il mercato lascia scie, da seguire, ma senza certezze. C’è the last hurrah di Diamanti, ma dopo Dybala il tocco magico del club sui campioni che saranno pare meno magico.

UDINESE 5 – Totò Di Natale è andato in pensione. Per anni la società friulana si è puntellata sui gol del fedelissimo capitano e sulla capacità (vedi Palermo) di pescare nel vasto mare dei campionati più esotici, giocatori da far diventare pezzi pregiati. Anche questa vena pare esaurita. Vediamo se, in mezzo al solito bailamme, esce la pepita.

CHIEVO 5 – Ha puntato sul gruppo che galleggia in serie A da anni. Secondo stile si è appoggiato all’usato sicuro (Sorrentino, De Guzman) e a qualche novità, come Bastien proveniente dall’Avellino. L’impianto, però, è quello.

MILAN 4,5 – In mezzo al fiume Giallo delle trattative per la cessione ai cinesi (arriveranno veramente a lambire la sponda rossonera di Milano?) il mercato del Milan è stato concentrato ancora una volta sul nocchiere. E’ arrivato Vincenzo Montella, ma non quei giocatori che possano veramente cambiare il volto della squadra. Il colpo vero è Bacca rimasto più di dello “scippo” di Mati Fernandez al Cagliari.

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