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Published on agosto 10th, 2019 | by Perri

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Libri per l’estate: di onnivori e caffè, di basket e delle indimenticabili storie di Cino

Quattro libri per le vacanze ma anche per dopo, due di argomento gastronomico (food per quelli bravi), due di argomento sportivo. Ma i primi due libri non parlano solo di cibo e gli altri due non parlano solo di sport. Lo scoprirete leggendoli. Le recensioni sono in ordine di uscita.

Roberta Schira 

I Nuovi Onnivori 

Vallardi – Euro 16,90

COPSCHIRA

Un racconto interessante, questo, una specie di dialogo leopardiano, sulla falsariga di quello tra il venditore d’almanacchi e il passeggere per capirci, tra un americano (Tom) indeciso su quale cucina mettere al centro della sua esistenza e un’italiana onnivora che lo sente vicino e lontano, un lungo dialogo, tra ristoranti old style e nuove tendenze, tra bianco e nero della ristorazione e della produzione. Roberta Schira, tra le altre cariche ricoperte “Gran Maestro della Confraternita del tortello cremasco” mette al centro del suo libro la figura del  Nuovo Onnivoro, cioè un nuovo tipo umano di gourmet. Uno che mangia tutto, che è passato indenne attraverso le rivoluzioni-tendenze-mode-necessità alimentari degli ultimi vent’anni, sopravvivendo ai duri (e spesso molesti) attacchi di vegetariani, vegani, crudisti, senza rinnegare la sua passione per il cibo a tutto tondo, semmai, giustamente, correggendola, facendo attenzione alla qualità delle materie prime, limitando la carne, ad esempio, e informandosi sulla filiera. Mangiando senza rinunce, ma con intelligenza. A conclusione di queste godibili 200 pagine un ricettario per “per tavole miste” (cioè per quando si trovano attorno allo stesso desco vegani e carnivori, peggio, mentre scrivo a Ferragosto 2019, di cinque stelle e leghisti) e il manifesto dei nuovi onnivori, su cui sono d’accordo su (quasi) tutto, di sicuro sul fatto che a tavola non bisogna scassare i cabasisi al prossimo, anche se secondo te sceglie l’immangiabile. E senza dubbio sono favorevole all’elogio della trattoria. Un libro gustoso, in ogni senso.

 

Andrea Cuomo & Anna Muzio

Mondo Caffè – Storia, consumo ed evoluzione di un’invenzione meravigliosa

I Libri de il Golosario – Cairo euro 18

CAFFE'CUOMO

Un trentennio fa lessi un saggio molto interessante – chissà dov’è finito – sulla conquista dell’Europa da parte del caffè e del cacao nel Seicento/Settecento. La tesi, politica, era che le i paesi anglosassoni avevano prevalso, alla fine, su quelli latini perché da loro si consumava caffè e al Sud invece cacao. Insomma la cioccolata intorbidiva le acque e annebbiava i cervelli. Ammesso (e non concesso) che sia stato realmente così, almeno l’Italia si è presa una bella rivincita, inventando l’espresso. Questo volume meticoloso percorre tutta la strada del caffè, dalla pianta alla tazzina, mettendo, onestamente, in forse la grandeur italiana dell’espresso, quella che, un annetto fa, portò molti, pure illustri ma banalotti nel loro grande, commentatori a schifare lo sbarco di Starbucks in Italia. Una settimana dopo l’uscita del libro, a Report, l’assaggiatore del programma decretò che l’espresso migliore si beveva lì, in piazza Cordusio a Milano.  Cuomo & Muzio a mettere in discussione la grandeur italiana e a non demonizzare “l’americano che ci vuole insegnare a fare il caffè” c’erano arrivati prima. Ad esempio, alla presentazione del libro, hanno portato dei brasiliani. Torrefazione, estrazione, macchine, città. Andrea Cuomo, sempre fuori dal coro per vocazione, e Anna Muzio confezionano un trattato interessante, con note tecniche, cifre, ricette curiosità. Un libro che guarda nella tazzina e ci racconta una storia lunga qualche secolo. Senza sconti a chi non se lo merita, senza indulgere nel vizio nazionale di considerarci migliori anche quando non lo siamo. Un libro che regala uno spaccato della cultura del caffè fatto di gente, di luoghi, di cultura.

 

Flavio Vanetti

Basket

Tam euro 9,50

BAKET

Flavio “Tacchinone” Vanetti è stato mio compagno di banco in uno numero spropositato di Giochi Olimpici. Pochi sanno, tra i cultori di quelle che nei quotidiani si chiamavano “varie”, che si è esibito, con vero spirito olimpico, anche come inviato sul calcio. Con successo, come ha coperto praticamente tutti gli sport esistenti. In questo “piccolo libro eccellente”, però, racconta il “suo” sport, cioè il basket, scoperto per caso, lui ragazzino che il padre portava prevalentemente a vedere il football, al “Lino Oldrini” il Palasport di Varese nel 1967. C’erano gli Harlem Globetrotters, gli straordinari giocolieri del canestro che stregarono milioni di persone in ogni parte del mondo. Meadowlark Lemon fu il giocatore, in particolare, che sedusse il giovane Flavio e lo portò sulle strade del “baloncesto. Anche questo non è un libro che tratta solo dell’argomento che denuncia nel titolo, ma offre uno spaccato di varie epoche, di luoghi e esseri umani di diversi continenti. Gli appassionati ci troveranno tutti i grandi del basket, da Jabbar a Bryant, quelli come me che il basket l’hanno amato nell’età dell’oro, come la definisce Flavio, cioè quella delle sfide Simmenthal-Ignis, ci vedranno uno squarcio di giovinezza. Non ho mai capito perché, io ligure di scoglio rivierasco, sia sempre stato per Milano contro Varese. L’età dell’oro del basket italiano, è anche stata la breve età dell’oro del nostro modo di intendere lo sport, a 360 gradi. Ci interessavamo di tutto e giornali e tv davano pari dignità, nella diversità, a tutti gli sport. Oggi c’è solo calcio e poco altro. C’era, soprattutto, rispetto e meno mediocrità diffusa. Un libro eccellente per resistere.

 

Il Marchese del Tennis 

Cino Marchese con Gaia Piccardi 

Absolutely Free Libri euro 18 

cino

Nel libro questa non c’è. Si tratta di un ricordo personale. Parigi, Roland Garros 1991, il mio primo grande Slam. Il torneo comincia lunedì e il sindacato dei giornalisti proclama tre giorni di sciopero. Per me è Disneyland e quindi vado tutti i giorni (e questo lo facevano tutti, professionalmente, ma a una cert’ora smammano. Io, invece, resto fino alla chiusura finché non mi buttano fuori. Conosco Cino Marchese. La prima cosa che mi dice: “Ho letto il tuo pezzo su Caliendo, bello”. A Cino non sfuggiva nulla. Ci troviamo la sera al tramonto a vedere un match sul Centrale. Gioca John McEnroe a fine carriera. Cino mi chiede: “Dimmi cosa senti quando Mac colpisce la pallina”. Io mi sforzo, mi ingegno e poi getto la spugna. “Niente”. “Appunto. Questa è la differenza tra McEnroe e pochi altri e il resto. Da ora in poi sentirai solo botte pazzesche”. Nel libro scritto con la mia valente compagna di avventure al Corriere della Sera, Gaia Piccardi, emerge tutta la prorompente vitalità, sì proprio come fosse quel cavallo pazzo della pubblicità di uno shampoo, di Cino, tutta la sua avventurosa esistenza, gli studi, l’amore  (uno, strepitoso, per sua moglie Lella, maitre a penser della famiglia), il mestiere di famiglia, l’orafo a Valenza, Piemonte, abbandonato per diventare il manager che aprì la filiale italiana della potentissima IMG di Mark McCormack, per anni la più potente agenzia di management sportivo del mondo e precursore della figura di “procuratore” in Italia. Non solo tennis, ma il tennis è il secondo grande amore dopo la signora Gabriella. Cino è stato accanto, è stato il tennis italiano. C’è un prima e un dopo di lui. La sua vita è un romanzo e Gaia l’ha lasciata fluire, come se fosse un racconto orale, dando via libera all’affabulazione irripetibile di una persona straordinaria. Dal tennis al calcio allo sci, incontrerete tutti i grandi campioni dell’epoca d’oro dello sport con aneddoti e rivelazioni straordinarie. Anche se non vi interessa nulla di sport vi divertirete come pazzi.

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