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Published on novembre 9th, 2020 | by Perri

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Metti una sera a cena con una ricetta stellata, si può secondo Andrea Biagini

Siamo tornati nel tunnel del confinamento.  Presumo che Andrea Biagini, per 16 anni alla Michelin, abbia pensato questo libro in un altro senso, più festoso, più aperto: questi piatti sarebbero stati cucinati per gli amici, per il gusto di una convivialità che abbiamo se non perduto (speriamo), di sicuro accantonato. Si tratta di 50 ricette da ricreare a casa propria, tutte, rigorosamente, opera di chef stellati. Vabbè, perdono ad Andrea l’uso del termine “chef”, da me aborrito, perché siamo in Italia e perché non c’è nulla di prosaico o sminuente nella parola “cuoco”. Ma ormai, sdoganato dalla tv, è un modo per far capire al popolo di cosa stiamo parlando. La proposta di Andrea è interessante perché, sebbene molti cuochi siano diventati chef-star grazie alla tv, la loro cucina è rimasta nelle retrovie, amata, gustata, visitata solo da una minoranza, in  aumento certo, ma ancora minoritaria, rispetto ai cultori del pranzo tradizionale o agli ignoranti in servizio permanente effettivo. Il quale (pranzo tradizionale, non l’ignorante), ve lo dico chiaro, va benissimo. Però la strada di questo libro è interessante e serve a far entrare nelle cucine stellate coloro che vengono bloccati da prezzi e pregiudizi. Come il tale che una volta mi scrisse: “Lei non può recensire ristoranti dove si spendono 200 euro, in questi locali ci vanno solo i ladri”. In molti la pensano così, in molti sono pronti a cacciare decine di migliaia di euro per un’auto super-accessoriata, migliaia di euro per una televisione a 150 pollici, centinaia di euro per un telefono cellulare a cui staranno attaccati come allocchi, ma di fronte a un pranzo stellato storcono il naso. Soprattutto rimangono ignoranti di fronte alla premessa fondamentale di questo libro, del segreto svelato per fare non solo grandi piatti come questi, ma anche una semplice tagliatella con il ragù: la qualità degli ingredienti. La qualità si paga. Sempre. Questa è una guida interessante per comprendere come, dietro un piatto che ci sembra di pagare uno sproposito al ristorante, c’è un’incessante ricerca del meglio, in quanto prodotti, preparazione, attenzione.

Il secondo puntello per ottenere un ottimo piatto è la passione. La passione non si fa travolgere da un insuccesso, da un piatto non riuscito perfettamente al primo colpo. La passione porta a ritentare. Fino a trovare la via migliore e il risultato che volevamo. Non sto qui ad elencare i cuochi che hanno accettato di regalare ad Andrea Biagini le loro ricette. Li conosco quasi tutti. L’ultimo che ho provato, sul posto, è stata la “Carbonara di lago” di Leandro Luppi, alla Vecchia Malcesine,  solo poche settimane fa. Non sono il tipo da ricreare ricette come queste a casa mia, preferisco farmele servire in tavola. Questo libro, infatti, si può leggere sia come ricettario, sia come specchio della cucina italiana (e anche del vino, perché ci sono gli abbinamenti)  per comprendere a che punto siamo, cosa siamo, dove andiamo.  Personalmente l’ho letto con  curiosità, come se fosse una raccolta delle figurine, celo, manca. Ma voi non siete come me. Tra di voi ci sarà chi si metterà di buona lena ai fornelli per preparare queste leccornie. Quindi, quando vi cimenterete con una di queste cinquanta ricette, invitatemi. Vengo volentieri.

 

CHEFSTELLATO

Andrea Biagini 

Chef stellato per una sera 

(50 ricette d’autore da ricreare a casa) 

DeAgostini 

Euro 16 

 

 

 

 

 

 

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