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Published on settembre 24th, 2019 | by Perri

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Mi View, artigiani, ricerca, un nuovo progetto, così riparte l’ex Unico al ventesimo piano

Si chiamava “Unico” e ne ha passati, di cuochi e di frangenti, alcuni felici (cuochi e frangenti) e altri meno. Lasciamo perdere. Ora si chiama “Mi View” e l’imprenditore che ha fatto costruire il grattacielo WJC – il ristorante è al ventesimo piano – e che è anche ideatore dell’Artigiano in Fiera, una delle kermesse di maggior successo che si svolgono a Milano, e di Artimondo, Antonio Intiglietta, ha ripreso in mano la situazione dopo gli anni bui e, con un impegno in prima persona, punta al rilancio. Il posto è fantastico, una vista mozzafiato a 360 gradi sulla città con primogenitura, perché questo grattacielo al Portello, all’imbocco delle autostrade dei Laghi è salito verso il cielo prima degli altri che sono stati costruiti al traino dell’Expo 2015. A proposito di vista, Intiglietta ha fatto sistemare un bellissimo cannocchiale dell’azienda Vellardi sul terrazzo per valorizzare l’estetica che, però, senza etica è cieca. L’etica è un principio guida di Artimondo e Mi View. Gli artigiani che troviamo a sostenere il menu del ristorante, praticano un’agricoltura e una produzione rispettosa della persona e dell’ambiente. Ma c’è anche la volontà di una solidarietà concreta, da parte di Mi View, con un euro per ogni scontrino andrà devoluto al progetto “Un nome e un futuro” dell’Associazione Pro Terra Sancta. Anche il ricavato dall’utilizzo del cannocchiale, sempre a disposizione dei clienti, sarà destinato allo stesso obiettivo.

L’idea di scegliere gli artigiani e le eccellenze italiani parte già da design, arredamento, luci, servizio e servizi. Pezzi unici dalla cucina alla sala, realizzati apposta per Mi View. La brigata è giovane, sedici persone, di qui e di là del vetro che separa la cucina a vista. Il cuoco è Cristian Spagnoli,  Roberto Rosati dirige mentre Ivan Botero ha il ruolo di sommelier e maître.

E quindi, a tavola. Ogni piatto denuncia i prodotti che lo compongono con dovizia di particolari, alcuni sono esposti all’ingresso e c’è l’idea/intenzione di creare un negozio dove mettere a disposizione di tutti queste ottime materie prime. Esempi. Lo storione viene da Zelo Buon Persico, allevato all’interno di un parco ittico, la fassona dall’Agrimacelleria Cascina Capello di Asti, il burro da Casera Monaci, il riso dall’Azienda La Pila cooperativa della bassa veronese, le patate dalla Fattoria Biò, sulla Sila, della famiglia Grillo. Tra i piatti, alcuni riusciti altri meno, ma comunque tutti buoni e corretti, ho gradito il tonno di Sicilia scottato con pesca bianca di Venezia e cetriolo al gin, il risotto Arborio mantecato all’essenza di aglio nero di Voghera con aceto balsamico alle ciliegie, aria di miele di tiglio; la lombata e scaloppa di animelle di vitello con porcini freschi di Borgotaro e patate della Sila Igp. Interessante la scelta dei vini con etichette di nicchia mai banali. Da provare.

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Mi View Restaurant Via Achille Papa 30, tel.  02-7861 2732

Come arrivareCon i mezzi pubblici: Tram: 11 – 14 – 16; Bus: 48 – 49; Filobus: 91; Bus extraurbano: 421. Metro: M5 Lilla – Portello, Lotto, QT8.  M1 Rossa – Lotto

Parcheggi. Mi View mette a disposizione dei suoi clienti parcheggi riservati e gratuiti . L’accesso ai parcheggi è in Viale Achille Papa, in prossimità dell’ingresso principale del WJC-World Join Center. Durante gli orari del pranzo si può parcheggiare nelle aree adiacenti al palazzo WJC – World Join Center.

 Chiusura: sabato a pranzo, domenica, lunedì sera. 

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2 Responses to Mi View, artigiani, ricerca, un nuovo progetto, così riparte l’ex Unico al ventesimo piano

  1. Tommaso Farina says:

    Staremo a vedere Roberto!

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