Scorribanda del venerdì NATALE2

Published on dicembre 19th, 2019 | by Perri

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Natale 2019, i miei consigli per imbandire una tavola di qualità, felicità per tutti

Per il Santo Natale 2019, qualche consiglio goloso per allietare le tavole delle feste. Mangiate poco (lo dico principalmente a me stesso) ma mangiate meglio, per mangiare bene.

Vini

Tra i rossi segnalo il grande Binomio 2015, Riserva Montepulciano d’Abruzzo. Il Binomio è prodotto da Sabatino Di Properzio della Valentina e da Stefano Inama (dell’omonima azienda agricola) che  nel 1997 si sono uniti per fare un grande vino e  ci sono riusciti. Il pluripremiato Binomio è vino maturo, potente, ricco di suggestioni. Per il rosso, suggerisco anche il bel Valpolicella Superiore Ripasso dell’azienda Tinazzi. La famiglia Tinazzi sostiene l’associazione “La cura sono io” progetto di Maria Teresa Ferrari per la prevenzione dei tumori. Per Natale, a sostegno delle attività dell’associazione, c’è la “Cesta Rosa”. C’è anche a chi piace rosato. Eccone due,  uno italiano e uno straniero. Il “vino di una notte” Rosamara color rosa fiorita, appunto, di Costaripa by Mattia Vezzola (per me numero 1), invitante, speziato, armonico. Va bene pure passata la notte. Una scoperta La Chapelle Gordonne Rosé, Cotes de Provence, color rosa pallido, ampio, fresco, un vino sorprendente che sta bene con tutto. Il domaine appartiene alla maison Vranken-Pommery. Campo spumanti (bollicine, quel che volete voi). Due grandi classici dalla Franciacorta: Annamaria Clementi, Franciacorta assoluto, come il nome che porta, quello della madre di Maurizio Zanella, fondatrice di Ca’ del Bosco. Solo il meglio delle uve chardonnay (55), Pinot bianco (25), Pinot nero (20); Grande Cuvée Bellavista Alma Brut (Chardonnay 88, Pinot Nero 11, P. Bianco 1) rivestito da una nuova etichetta. Anche questo vino, come il precedente, nasce da una selezione delle uve migliori e, nel suo caso, da alcuni vini “di riserva”. Fresco, vibrante.

Formaggi  e altri sfizi

Dalla famiglia Fiori, i grandi custodi delle cantine odorose di formaggi di casa Guffanti, ecco la Fresa Paulese, formaggio a pasta cruda, fresco o stagionato, da latte vaccino di animali al pascolo brado. Color giallo paglierino, al palato fresco e vagamente acidulo con essenze vegetali. Dall’azienda Sanna, Paulilatino (Oristano) con sapore. Quest’anno ho riscoperto la fontina, formaggio della mia giovinezza di ligure sulle montagne della Val d’Aosta. Ho fatto parte della giuria di qualità del Modon d’or che il 7 di dicembre, al Forte di Bard, ha premiato le tre aziende valdostane vincitrici del Modon d’Or -Fontina d’alpage 2019: Po.Mat. di Claudio Pomat, alpeggio Comba Zerba di Etroubles; Société Agricole La Coccinelle, alpeggio Grimondet di Gressan; Attilio Yella, alpeggio Maisonnette di Avise. Complimenti ai vincitori e complimenti a una grandissimo formaggio che è una delle eccellenze d’Italia.  Per accompagnarlo, non mancano mai sulla mia tavola natalizia le tigelle del mitico Ilvano Prostrati l’uomo più famoso di Zocca per cui tanti salgono sull’Appennino modenese in pellegrinaggio. Come dico sempre, prima c’è lui, poi c’è quel cantante… ma se salite a Zocca il cantante difficilmente lo trovate, mentre Ilvano è lì, al “Montanaro”. Quest’anno tigelle, sugna, salame e formaggio. Alé.

Panettoni e altri dolci  (Milano)

I miei fornitori ufficiali. Il panettone Vergani ha appena compiuto 75 anni. L’azienda di questa storica famiglia milanese è l’unica rimasta a Milano a produrre il panettone su larga scala, industriale, ma conservando la tradizione e l’artigianalità che ne fanno un grande prodotto. Per l’anniversario c’è anche una bella confezione. Non manca mai neanche Davide Longoni con il suo panettone che definisce “il cugino ricco del pane”. Il suo segreto è la leggerezza. Nuovo prodotto quest’anno, da parte di Panzera, il “Pan de Lor”, ispirato dalle imprese del patron Lorenzo, tra i mille folli, da 83 paesi, che hanno partecipato all’edizione 2019 del Tor des Géants  la corsa sulle montagne valdostane che parte e torna a Courmayeur dopo 330 km da percorrere e 24 mila metri di dislivello da superare. Al terzo tentativo, Lorenzo ce l’ha fatta sede ecco la celebrazione dei “Giganti” con questo dolce e soffice lievitato ricoperto da una croccante glassa a base di mandorle e zucchero. Sulla sommità, una cascata di frutta secca. Un panettoncino da campioni.

Panettoni e altri dolci (fuori Milano)

Quest’anno, del mio amico Dario Loison, propongo il pandoro tradizionale e/o farcito con creme di pasticceria, ad esempio lo zabaione e l’immancabile panettone al mandarino tardivo, il mio preferito.  Tutto con elementi di qualità a cominciare dall’abc, anzi dalla “b” di burro. Entra nelle mie segnalazioni anche Fiasconaro  con il panettone al Vino Perpetuo Vecchio Samperi. Oltre a morbidi canditi (arancio, cedro) uniti all’uvetta, le note del Vecchio Samperi, sapore e profumo unici.

Pranzo di Natale

Il pranzo di Natale, quest’anno è la cena della vigilia da Roberto di Pinto al ristorante Sine. Seguendo la tradizione partenopea e ricordando le sue  origini il cuoco campano propone un meno a base di pesce. La cena di magro per la Vigilia di Natale è consuetudine che risale alla fine del Settecento. Roberto la interpreta con lievità, alla sua maniera: sfiziosi stuzzichini di benvenuto, poi il Carciofo “alla giudia”, tartare di gambero rosso, burrata e mela verde. Il primo: risotto alla zucca, fiori di sambuco e fonduta di Provolone del Monaco Dop, e plin di ombrina mantecata, saba, puntarelle e acciughe. Rombo chiodato, millefoglie di patate e finocchi, funghi e zabaione di mare di secondo. Finale in trionfo con il Cannolo del regno delle due Sicilie.

Buon Natale a e felicità per tutti. 

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