Non neghiamoci nulla PANETTUNMANZOTTI

Published on dicembre 18th, 2020 | by Perri

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Natale buono: Matteo Manzotti, il panetun del giovane pasticcere e altre meravigliose dolcezze

Parola d’ordine: Natale buono. Ogni giorno dal 1 dicembre novembre alla vigilia, propongo un prodotto, un libro o un’iniziativa golosa che possa rendere migliore il nostro Natale. Che sia un buon Natale, ma anche un Natale buono. Con i tuoi (nel senso di parentame allargato riunito) o solo con gli affetti più prossimi, ecco qualcosa con cui viverlo più golosamente. E anche umanamente. 

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Giovani pasticcieri crescono. Come cantava De Gregori “il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette / quest’altr’anno giocherà con la maglia numero 7”. Matteo Manzotti, in realtà s’è già fatto, a soli 22 anni. Anche per via dei cromosomi. Suo padre Daniele nel 1986 rileva lo storico Caffè Milano a Treviglio. Il Caffè Milano è quel locale storico, legni, ottoni specchi (come piacciono a me) che non si è inventato ma ha creato il mito de «la turta de treì» il dolce simbolo della cittadina, nato nel 1990 dopo un concorso cittadino (vinse la ricetta di una signora) e ora spedito in tutto il mondo: base di pasta frolla, uova, vanillina e mandorle, forma circolare e diametro medio di 24 cm.

Matteo, nato nel 1998, ha cominciato presto anche lui, a 13 anni è stato in Francia, ha fatto stage (al Sant’Ambroeus di Milano) ha partecipato (e vinto) a concorsi, ha bazzicato la tv, è stato premiato da Iginio Massari e ne è uscito intero. Tra le sue creazioni celebrate. Framboise supreme:  cioccolato, lamponi freschissimi, morbidissimo biscuit, il tutto racchiuso da una glassa al cioccolato a specchio. Ambra: biscotto alla mandorla com vaniglia del Madagascar, cremoso al frutto della passione, pan di Spagna al cioccolato, mousse al cioccolato bianco, glassa al frutto della passione. Le altre meraviglie le trovate sul suo sito www.matteomanzotti.it. I Manzotti hanno tre locali in zona, fanno anche il gelato. Da provare. 

Non mancano ovviamente, e questo è il momento, i grandi lievitati, come il panettone classico che ho assaggiato per voi. Viene utilizzata la farina di tipo 1, che protegge il sapore del chicco di grano e ci riporta a gusti antichi. Contiene più fibre e sali minerali così da favorire la digeribilità. La lavorazione è complessa, con quattro lievitazioni a tempo e temperatura controllati. Trentasei ore che regalano una grande morbidezza. La vaniglia del Madagascar, l’arancio semi candito della Sicilia e l’uvetta a sei corone completano l’esplosione del gusto. Lo troviamo, oltre a questa versione “Milano”, mandorlato, con albicocche del Vesuvio, al Gianduja, al pistacchio, cioccolato e pere, cioccolato, oro 24 K (albicocche del Vesuvio, cioccolato Venezuela al 70 %, pistacchio di Bronte, incoronati da una lamina d’oro). Non manca il pandoro. Matteo, buon sangue non mente, è giovanotto con le mani in pasta e questo è solo all’inizio. 

 Grandi Lievitati Manzotti

Viale Papa Giovanni XXIII, 50 Caravaggio (Bg)

Tel: 351-9925105

grandilievitatimanzotti.it/shop/

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