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Published on dicembre 15th, 2017 | by Perri

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Nocciola mon amour, i dieci motivi per cui mi è piaciuto andare a Villa d’Amelia

Da qualche anno a fine novembre, quando scende il freddo sulla Langa e l’aria diventa frizzante, e il cielo è terso come ora, con l’arco delle Alpi che pare vicino, da toccarlo, salgo a trovare gli amici. Il programma è sempre quello: pranzo della domenica davanti allo spiedo di Filippo Giaccone, Oste in Albaretto. Calore della cucina e calore dell’umanità. Pranzo del lunedì da Maurilio Garola alla Ciau del Tornavento, dove la Langa incontra la cucina di pesce, ma dove i tagliolini ai 28 tuorli spruzzati di tartufo e il germano restano inarrivabili. Come la visita nel caveau della cantina della Ciau, uno spettacolo.

Poi, lunedì sera, eccoci a Villa D’Amelia alla tradizionale Festa della Nocciola. Ospiti e amici, chef, produttori, arrivano da tutte le parti d’Italia (e d’Europa) nel bel Resort di Benevello, invitati dalla general manager Eva Codina e dall’executive chef Damiano Nigro. Un bel momento con la nocciola protagonista, con tanti amici che si rivedono ogni anno. Con tante cose buone. Ecco i dieci volti/piatti/bevande/momenti indimenticabili. (nella foto d’apertura, foto di cuochi in un interno di cucina)

1) Il sorriso di Eva 

Eva Codina è catalana di Tarragona, ma ad Alba ha trovato amore e impiego. Sempre solare, è un piacere averla conosciuta, sa trovare una non semplice sintesi tra capacità manageriale e caldo spirito di accoglienza.

2) La passione di Damiano Nigro

Cuoco con la passione per la qualità dei prodotti, una stella Michelin, Damiano ha inventato questo momento. Ogni anno cerca di migliorarlo, chiamando gli amici cuochi a interpretare la nocciola, valorizzando al meglio il nobile frutto.

3) L’olio di Ciccio, U Trappitu

Francesco “Ciccio” Pellegrino e sua moglie Lara producono nelle Terre di Shemir (36 ettari, 100 metri sul livello del mare, tra Trapani e Marsala) un olio pregiato che sa di pomodoro verde e carciofo con toni erbacei, aroma piccante e gusto amarognolo. Una squisitezza. 

4) Salvatore il rabdomante del sapore

Sempre un piacere incontrare Salvatore De Gennaro che porta, da Vico Equense, dove ha il suo antro delle meraviglie (la Tradizione), assaggi di salumi e formaggi scelti e unici che solo lui sa individuare tra le tante ciofeche. 

6) La vicciola di Pino e interpretata dalla cucina di casa

Pino Puglisi, macellaio in Torino è il sacerdote laico della “vicciola”, la carne da animali di razza piemontese nutriti con le nocciole. Speciale. La sua carne è stata interpretata dalla cucina di casa di Damiano Nigro: controfiletto di vicciola arrosto, emulsione di miele di acacia, olio di nocciola e mandarino, cardo gobbo di Nizza M., bagna cauda e tartufo bianca d’Alba. Una riuscitissima sintesi di piemontesità.

7) Il vino delle sabbie con Tessa Gelisio

Con Tessa Gelisio a promuoverlo, il Carignano del Sulcis “il Bio”, ha sicuramente un bell’impatto mediatico. Però questo vino dell’isola di Sant’Antioco, con le viti piantate su terreni sabbiosi e in costante lotta con il maestrale, comunque si presenta bene con eleganti note balsamiche di macchia mediterranea, grande struttura, persistente in bocca.

8) Il senso di Paolo per la pizza

Un altro affezionato alla Festa della Nocciola è Paolo Ghidini, pizzaiolo rivelazione a Palazzolo sull’Oglio. Sopra il suo impasto speciale ha previsto crema  di zucca, granella di nocciola del Piemonte, timo fresco, scaglie di Montebore, julienne di cavolo cappuccio viola. Andava a ruba. 

9) Il Montebore nel tortello

Fabrizio Rebollini ha la sua tana a Cantalupo Ligure. Nel ristorante Belvedere, oltre a proporre piatti che potremmo definire della “via del sale”, cioè tra pianura e mare, interpreta il raro e sublime formaggio Montebore. Qui l’ha infilato nel tortello con zucca e nocciole.

9) La rivincita della barbabietola di Christian Milone

Uno dei ragazzi dell’ultima generazione, Christian Milone di Pinerolo (Trattoria Zappatori) che ha rilanciato la barbabietola, esaltandola con due grandi amori della cucina piemontese, acciuga e nocciola.

10) Il bignè di Michelangelo

Michelangelo Citino, cuoco poliedrico, con ristorante a Linate, ha ripreso, giocando, la ricetta degli gnocchi alla parigina creando un bignè arrosto, zucca al cucchiaio, pera camerata, nocciola e olio al rosmarino. Stuzzicante l’equilibrio morbido-croccante.

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