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Published on gennaio 28th, 2018 | by Perri

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Quarant’anni di Super Gigi Buffon, celebrazione in polacco (con traduzione)

Questo è il mio articolo apparso oggi sul giornale polacco Przeglad Sportowy per celebrare i 40 anni di Gigi Buffon. 

Gigi Buffon che oggi, 28 gennaio 2018, compie quarant’anni, è il più grande portiere dell’era moderna. Insieme abbiamo scritto “Numero 1” la sua autobiografia. Per me è stato un grande onore essere stato scelto da lui per accompagnarlo. Era la primavera del 2008, la Juventus stava disputando il suo primo campionato di serie A dopo la caduta in B. Gigi, dopo la retrocessione stabilita dai giudici della Federazione calcistica italiana, aveva deciso di rimanere alla Juventus. Era, dopo le straordinarie parate – su tutte quella su colpo di testa di Zidane nella finale contro la Francia – al Mondiale vinto dall’Italia in Germania, il giocatore bianconero più richiesto. Poteva andare in qualsiasi squadra, a cominciare dal Barcellona. Decise di restare a Torino.

Per scrivere il libro ci incontravamo qualche volta al ristorante, qualche volta a casa sua. Ricordo le nostre conversazioni: Gigi teneva in braccio suo figlio Louis Thomas, nato sei mesi prima, mentre io scrivevo quello che mi raccontava.

In quel momento ho pensato che ero stato presente a tutte i più importanti momenti della sua carriera, dall’esordio in serie A a 17 anni nel Parma contro il Milan, a quello in Nazionale sotto la neve, a Mosca, quando aveva così freddo che non voleva entrare al posto di Pagliuca infortunato. “Speravo che si riprendesse” mi ha confessato. C’ero quando ha vinto il suo primo scudetto con la Juventus, c’ero a Berlino quando ha alzato la Coppa del Mondo. C’ero anche in due delle tre occasioni in cui non è riuscito a vincere la Champions League, nel 2003 e nel 2015. E’ il suo più grande cruccio. Secondo me, se riuscisse a vincere quest’anno, si ritirerebbe più felice. Altrimenti potrebbe restare ancora, giocare magari un altro anno. L’unico problema è il fisico, per il resto è ancora il più grande portiere in circolazione.

Nel 2010, dopo l’infortunio in Sudafrica che lo tenne lontano dai campi per otto mesi, mi disse: “Vedo gli altri portieri non solo italiani e se il livello è questo, io posso durare ancora tanto”. Infatti a 40 anni, otto anni dopo quella frase è ancora qui ed è ancora il più bravo. Gliel’ho detto nell’ultima telefonata che ci siamo fatti e lui mi ha risposto. “Guarda, per me contano gli allenamenti. E vedo che mi diverto ancora e  sto bene”. Tornerà in campo martedì 30 gennaio in Coppa Italia con l’Atalanta.

Io auguro a Gigi tutto il bene e il meglio possibili. Non è solo un grande calciatore, un fuoriclasse, è anche, nel mondo del calcio, un uomo di grande e rara umanità e correttezza. E’ un uomo disponibile con tutti per un sorriso e un incoraggiamento. Se ha commesso degli errori, li ha pagati tutti, non come altri che sono riusciti a fuggire dalle proprie responsabilità.

Gigi come si dice in Italia, “ci ha messo sempre la faccia”, come dopo l’eliminazione dal Mondiale, quando ha pianto davanti alle telecamere. Dove sta la sua differenza? Quando abbiamo scritto il libro, mi ha presentato i suoi amici. I suoi amici sono ancora quelli che aveva quando era ragazzo, persone semplici come lui, persone normali, non VIP. E’ un uomo che prova grandi emozioni. Quando si innamorò di Ilaria D’Amico, la sua attuale compagna, la prima foto di un loro bacio fu fatta sull’autostrada. Stavano andando a cena in un uno dei migliori ristoranti italiani. L’ho chiamato e gli ho detto: “Sei veramente il numero 1, belle donne e grande cucina”. Si è messo a ridere, ma la verità è che non ama seguire le mode, ma solo il suo gusto per la vita. Ogni tanto mi chiede consiglio sui ristoranti. Anche per questo, io che amo la buona tavola, sarò sempre suo amico.

Happy Birthday, Gigi.

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