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Published on settembre 12th, 2017 | by Perri

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Riflessioni sul campionato, sul Milan e su Bonucci (da Gazza Parma)

Il campionato consegna al turno infrasettimanale di Coppe Europee, un terzetto di testa sostanzialmente atteso: Juventus, Inter e Napoli marciano spedite. Un voto in più per l’Inter che ha sostenuto uno scontro al vertice, imponendosi a Roma. Dal quintetto a punteggio pieno prima della sosta per la balbettante parentesi della Nazionale di Giampiero Ventura, si sfilano la Sampdoria, per il rinvio (forse frettoloso, ma questa è l’Italia, si passa dalla sottovalutazione alla sopravvalutazione in un amen) della partita con la Roma, e il Milan, strapazzato dalla Lazio di Simone Inzaghi. “Inzaghino” tecnico per ripiego nell’estate 2016 causa il gran rifiuto del “loco” Bielsa, in quattro partite ufficiali, compresa la Supercoppa, ha battuto sia Juventus che Milan. Niente male.

La sconfitta del Milan, il club più prodigo sul mercato, fa sconquasso soprattutto perché il peggiore, in pagella, è risultato Leonardo Bonucci. Il calcio è un gioco spietato e il giornalismo che lo accompagna sempre più arruffato ma anche arraffato, nel senso che arraffa il concetto più facile, quando non facilone. Nel caso di Bonucci anche in contraddizione con quanto sostenuto finora e cioè che la Juventus avrebbe patito la partenza dello storico esponente della BBC. Potrebbe essere, ma le squadre evolvono: la solidità bianconera mi pare transitata da una fermezza difensiva a un’effervescenza offensiva, dove la differenza più che il gol in meno lo faccia quello in più. La sofferenza della Juventus senza Bonucci finora è relativa. Forse più che in retroguardia, manca il suo apporto offensivo come regista arretrato. Da capire, poi, la reale portata del contributo di Bonucci ai rossoneri, come difensore ma soprattutto come leader, come uomo squadra. Forse l’entusiasmo ha lasciato da parte un’attenta analisi delle possibilità del neo-capitano del Milan. Il suo acquisto ha destato scalpore entusiasmando, come tutta la campagna acuisti, il popolo dei tifosi rossoneri abituato ad anni micragnosi. Per quanto riguarda Leo Bonucci, l’ho sempre giudicato un buon difensore “situazionista”. Cioè che rende al massimo, anche oltre il reale talento, all’interno di una squadra organizzata, di una manovra difensiva dai meccanismi impeccabili. Non è un fuoriclasse che si sistema con agilità e leggerezza in qualsiasi sistema di gioco e/o in qualsiasi squadra. Infatti ora si parla di un passaggio alla difesa a tre, anzi qualcuno in estate sostenne che ci fosse perfino una clausola in tal senso sul suo contratto. Bonucci non fa la differenza, contribuisce ad ottenerla. Questo dovevano sapere quelli che, con un po’ troppa fretta, prima lo hanno esaltato e ora messo sulla graticola. Può dare tanto, se la squadra c’è. Quindi, alla terza giornata, più che trascinarlo in tribunale, è doveroso sapere realmente cosa ci si può aspettare. Bonucci ha la capacità di aiutare il Milan, se il Milan aiuta lui. Con realismo, oltre i lustrini e i colori ultravioletti del mercato. 

(DALLA GAZZETTA DI PARMA, 12 SETTEMBRE 2017)

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