Non neghiamoci nulla Laudemio_ambientata_1

Published on marzo 8th, 2018 | by Perri

0

Riparte il Laudemio Tour, la corsa all’olio buono che attraversa la cucina italiana

Torna il Premio Laudemio, l’olio nella bottiglia che sembra un profumo. Dalla Toscana un giro d’Italia in cui cambiano i cuochi che cucinano, i giudici, a parte l’immarcescibile Fausto Arrighi, i ristoranti, i posti (sei città, otto tavole, Milano e Roma, noblesse oblige, raddoppiano) ma non il filo conduttore, quel rivolo giallo-verde-oro, perché non esiste un’olio uguale all’altro. Laudemio nella tradizione contadina, addirittura ai tempi del Feudalesimo, indicava la parte migliore del raccolto riservata e destinata al signore. Nel 1988, in Toscana,  un piccolo gruppo di produttori si riunì, sotto un disciplionare severissimo, per creare un olio diverso, l’uno dall’altro, al sapore, ma non al valore. Ora i produttori sono 21 e danno questi numeri: 2.300 ettari di terreno, 100.000 piante,  2.400 quintali di olio di oliva, da cui vengono selezionati all’incirca 650 quintali di Laudemio. Venduto soprattutto all’estero (Giappone e Stati Uniti acchiappano il 65 % della produzione) il Laudemio si sposa con la grande cucina. Diana Frescobaldi, presidente del Consorzio, ha voluto istituire questo concorso che, nel 2017, alla sua prima edizione è stato vinto da Salvatore Bianco, Il Comandante di Napoli.

Nipozzano (FI), spremitura olio LaudemioDSC_9978

Ovviamente il premio ha una finalità promozionale, è rivolto ai grandi cuochi che possono interpretare il Laudemio facendolo “capire” alla clientela. Un messaggio di qualità. La prima tappa si è svolta da Claudio Sadler a Milano. Menu (ogni cuoco fa quattro piatti): carciofo alla brace al Laudemio (San Michele a Torri) al profumo di carbonella con veli di polpo e riduzione di liquirizia (voto 8); pancotto al Laudemio (Le Sorgenti) e rosmarino, tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio, croccante di cereali e tartufo nero (voto 4, non perché era cattivo, ma perché sotto la voce “primo” voglio la pasta altrimenti mi si infiammano i cabasisi); baccalà in olio cottura di Laudemio (Frescobaldi) con maccò di fave, ogliarola di porri e cipollotto (voto 8); zuppa di arance con gelato al finocchio, Laudemio (Frescobaldi) con croccante di cioccolato e olive (voto 7).  

Le altre tappe:   il 14 marzo  La Bottega del Buon Caffè, a Firenze, officia Antonello Sardi; il 15 Tordomatto, Roma, con Adriano Baldassarre; 11 aprile Milano again con Luigi Taglienti al  Lume; il 9 maggio al Degusto di San Bonifacio (Vr), Matteo Grandi ai fornelli; a Torino il 23 maggio, Carignano di Fabrizio Tesse; Venezia 15 giugnoGlam di Enrico Bartolini con Donato Ascani cuoco sul posto; last but not the least, 20 giugno RomaMater TerraeEttore Moliteo con la supervisione di Pietro  Leemann. In alcuni casi, a discrezione dello cuoco officiante, le cene potranno essere aperte al pubblico. Oltre all’immarcescibile, in giuria ci sarà Diana Frescobaldi, ça van sans dire.

I tre primi classificati si sfideranno in autunno in una cena di gala, dove replicheranno i loro piatti, a Milano. Premio speciale della giuria al miglior dessert al Laudemio. Buon viaggio e che l’olio scorra.

Nipozzano (FI), raccolta olio LaudemioNipozzano (FI), spremitura olio Laudemio

Tags: , , ,


About the Author



Lascia una risposta

Back to Top ↑