Scorribanda del venerdì isamazzocchi

Published on gennaio 10th, 2017 | by Perri

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Scorribande-oscar 2016: Isa Mazzocchi cuoca dell’anno

All’inizio del 2017 ecco , puntuali, i miei riconoscimenti per il 2016. A Enrico Bartolini succede, come cuoco dell’anno, Isa Mazzocchi della Palta di Bilegno, caldo ristorante in Val Tidone tra i miei prediletti. Allieva di Georges Cogny, fedele alla sua terra con brio, attorno a lei si raduna una bella famiglia. Filippo Giaccone e Giancarlo Perbellini si dividono il riconoscimento per il pranzo dell’anno. E poi tutti gli altri. Segnalo la Scorribanda alla Carriera per Ezio e Renata Santin, pilastri della ristorazione italiana con la loro Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, ma soprattutto persone speciali.

CUOCO DELL’ANNO

Isa Mazzocchi, La Palta, Bilegno (Pc)

Dolce e riservata Isa, che alla Palta ha creato con la sua famiglia uno dei ristoranti che amo di più. Un’antica drogheria di paese di quelle cantate da Paolo Conte “che tenevano la porta aperta davanti alla primavera”, una “palta” appunto, dove resiste ancora il bar-tabacchi, ma per il resto trasformata in un luogo di grande accoglienza e di alta cucina dove la tradizione e i prodotti del territorio vengono valorizzati dalle abili mani di Isa. 

PRANZO DELL’ANNO

Filippo oste in Albaretto (Cn)

Casa Perbellini (Verona)

Un ex aequo che è anche un manifesto di come dovrebbe essere la grande cucina, secondo me. Due pranzi agli antipodi, ma uniti dal piacere conclusivo ed esaustivo. Uno in un caldo giorno di giugno, uno in un frizzante mezzodì di fine novembre. Uno in città d’arte davanti a San Zeno in un giorno semi-afoso di giugno, uno nell’Alta Langa con i colori accesi dell’autunno inoltrato. Uno dove spicca la creatività del cuoco sintetizzata nel risotto come un barbecue, uno dove si esalta la cottura, perfetta, del coniglio allo spiedo, secondo una tradizione di famiglia. E il godimento è stato lo stesso. 

PIATTO DELL’ANNO

Abbacchio, Relais Antonello Colonna Labico (Roma) 

Forse era per due, comunque me lo sono mangiato tutto. Un grandissimo abbacchio che si intona con le campagne romane al tramonto, con l’odore della terra a inizio estate dopo una spruzzata di pioggia. Cottura fiabesca, a esaltare semplicemente la bontà naturale del prodotto. Tutto gustoso anche l’accompagnamento di patate e verdure grigliate. Grandezza nella semplicità, il gusto pieno e completo di grandi ingredienti. Standing ovation e richiesta di bis (la prossima volta che passo).

SORPRESA DELL’ANNO

Graecalis, Polignano a Mare (Ba)

A Polignano un altro luogo di immersione nella tradizione pugliese del pesce crudo, fresco e meraviglioso (senza scordare i piatti caldi, ovviamente, la deliziosa frittura in primis). La famiglia Carone si occupa, fin dall’inizio del secolo scorso, di lavorazione e commercio di prodotti ittici. Qui, nel loro ristorante, questa tradizione si esalta grazie anche alla calda accoglienza di Rosanna De Laurentis che vi guida attraverso le sale e la scelta dei piatti. 

NEGOZIO DELL’ANNO

Parla come Mangi, Rapallo (Ge)

In una zona poco immaginifica come la Riviera Ligure, dove si va sempre sul solito, Guido Porrati ha creato un antro delle meraviglie, andando alla ricerca di prodotti e produttori di qualità, locali ma non solo. Il suo negozio è diventato un punto di riferimento per chi cerca la qualità, in un salume, in un formaggio, in una pasta, in un vino, in un dolce andando al di là delle mode e dei soliti noti. Oltre a servire tutto questo, organizza eventi, promuove eccellenze. Un grande rabdomante del gusto.

ALBERGO DELL’ANNO

Damaranto, Soave (Vr)

Antonella e Martino facevano altri mestieri, ma avevano una comune passione per l’hotellerie e la ristorazione. Così hanno coltivato la loro passione, hanno studiato e hanno realizzato il loro sogno. La residenza che porta i loro due nomi è nel centro di Soave e si possono fare belle passeggiate nel borgo. Tranquillità e relax grazie all’arredamento delle stanze, brillante, che alterna pezzi antichi e moderno design e produce un senso di calore. L’ospitalità è a 360 gradi, sia come angolazione che come disponibilità. E la cucina, poi, la cucina è veramente gustosa. 

LUOGO DELL’ANNO

Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano

Ogni volta che vengo qui, accolto da Stefania Moroni che continua ad issare lo stendardo di questa storica famiglia della ristorazione italiana, con gli impareggiabili Alessandro Negrini e Fabio Pisani, mi si placa il languore e mi sento come a casa. La cucina è importante ma in un grande ristorante devi avvertire anche questa sensazione. 

VINO DELL’ANNO

Coevo 2011, Cecchi winery, Castellina in Chianti (Si) 

Un vino contemporaneo e pure antico, quindi senza tempo, capace di invecchiare con stile grazie alle sue proporzioni nell’uvaggio (Sangiovese 50 per cento, Cabernet Sauvignon 20, Petit Verdot 10, Merlot 20), al sentore di frutti rossi e liquirizia e grazie, soprattutto, allo splendido progetto di Andrea e Cesare Cecchi.

PRODOTTO DELL’ANNO

Salmone Upstream, Parma

Claudio Cerati ha inventato il salmone che va controcorrente due volte. Sì, perché ci va già di suo, ma questo prodotto che viene dalle isole Far Oer e viene affumicato con un mix di legni, faggio su tutti, del Monte Caio sull’Appennino Parmense, va contro tendenza una seconda volta perché non è un prodotto solo da feste comandate. E’ lui la festa, infatti, e si può e si deve mangiare sempre, per il gusto delicato, per l’intensa permanenza del sapore, per la capacità di scatenare la golosità che è in noi.   

SFIZIO DELL’ANNO

Carbonara au koque Marco Sacco, Piccolo Lago Verbania

Un’idea diventata street food, successo senza precedenti al Salone del Gusto di Torino. La carbonara eretica di Marco Sacco del Piccolo Lago, con il prosciutto (al posto del guanciale) i tajarin (al posto dei bucatini) con gli altri prodotti del suo territorio. Risultato? La richiesta del bis. E anche del tris.

SCORRIBANDA ALLA CARRIERA

Ezio e Renata Santin

Per fortuna ho avuto modo di frequentare l’Antica Osteria del Ponte quando Ezio e Renata Santin erano ancora là, davanti al un pezzo di placido Naviglio, a incantare con la loro cucina con la loro ospitalità, due parti della stessa mela. Ahinoi, non ci sono più. Però, già pensionati, ho avuto la fortuna di conoscerli personalmente, di frequentarli e questa la ritengo la seconda, e più grande, grande fortuna.

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