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Published on settembre 13th, 2016 | by Perri

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Solo la Juve può perdere lo scudetto, istruzioni per l’uso

RUBRICA SULLA GAZZETTA DI PARMA 13 SETTEMBRE 2016

Il senso della Juventus per la vittoria è leggermente cambiato e qui troviamo un piccolo pertugio dove le avversarie possono infilare le loro speranze, come il missile di Luke Skywalker nella letale Morte Nera. Bisognerà usare la forza, per restare nella metafora, sfruttando le rare opportunità concesse (con continuità di risultati propri). Madama, a differenza di un anno fa, è a punteggio pieno, già sola in testa. I primi trenta minuti della Juve contro il Sassuolo sono stati un’anomalia devastante. Mai vista una Juventus così aggressiva, stordente, verticale, nei cinque anni precedenti. L’arrivo di Gonzalo Higuain ha portato più profondità e quindi eccessi di sicurezza. La Juventus 2011-2016 arrivava al risultato assestando prima la partita. Adesso fa a sportellate. Quindi tende a sbagliare di più, a distrarsi: due gol, quasi identici, da angolo. Il grimaldello è questo: solo la Juventus può perdere il campionato. Quando sbaglierà, bisognerà essere lì, pronti ad approfittarne, dal canto proprio senza potersi permettere errori.

Napoli e Roma tengono il passo, con atteggiamenti e situazioni diverse. Il Napoli non avendo più Higuain ha più soluzioni, anche il contropiede, per giocare e per segnare. La Roma è claudicante, ma può sfruttare  il fattore T., quel vecchio ragazzo da inviare in campo con la missione di cambiare la partita. Il Napoli appare la squadra più attrezzata, per quantità e qualità, per braccare la Juventus.

Le notizie che arrivano dalle cino-milanesi appaiono contrastanti. Il Milan è in mezzo al guado della ristrutturazione societaria, con polemiche feroci sull’identità e sull’appartenenza dei nuovi dirigenti, ma, soprattutto, nell’oceano della ricostruzione tecnica. La squadra è disarticolata e debolissima in retroguardia. L’Inter è nettamente superiore, i “suoi” cinesi hanno speso per giocatori importanti, soprattutto a centrocampo, Joao Mario su tutti. Ma è la difesa, dal Napoli e da Wanda Nara, di Mauro Icardi a fare la differenza: Maurito è rimasto e sono suoi i tre gol che hanno impedito il tracollo. E domenica, in orario pre-serale, è già tempo di Inter-Juventus. Un anno fa fu questo, più dell’abisso di Sassuolo, indicato da tutti i libri di storia, il vero spartiacque della stagione bianconera. Ora arriva in anticipo, tra caldo e zanzare. Allora finì 0-0, ma la congiuntura era del tutto favorevole all’Inter che poteva imprimere ancora più slancio al suo campionato di testa. Per i bianconeri il pari fu un sollievo. Era tempo di crisi che avrebbe raggiunto l’apice in Emilia due settimane dopo: una sconfitta forse li avrebbe annientati. La Juventus era in affanno, ma l’Inter, come sempre di fronte all’odiato nemico, si intimorì. Lo 0-0 fu risultato benedetto dai bianconeri. Ecco di cosa parlavo riguardo all’approfittare delle situazioni favorevoli, quando c’è di mezzo la Juventus. Note a margine. Torna la Champions League. Madama affronta in casa il Siviglia con cui, un anno fa, buttò sciaguratamente il primo posto del girone consegnandosi al Bayern Monaco. Juventus e Napoli (stasera a Kiev) hanno rose competitive e la possibilità di arrivare davanti alle altre, evitando una trappola agli ottavi. La Juventus ha più esperienza, ma la ricchezza delle panchine dà garanzie e entrambe. Due belle avventure sono possibili. 

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