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Published on agosto 22nd, 2017 | by Perri

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Tribuna aperta: Michele Neri interviene sul campionato

Non è stato proprio un #NuovoInizio – questo l’hashtag di Sky per promuovere l’avvio del campionato di A – piuttosto un sequel della passata stagione: le grandi che vincono, le altre che stentano o non danno segno di vita. Nemmeno il VAR, inaugurato tra applausi e polemiche, è stato in grado di ritrattare quello che è oramai un dato di fatto. Il disincanto è stato percepito già con gli antipasti del sabato. I rigori assegnati a Cagliari e Verona sono stati infatti dislivelli irrilevanti lungo le tranquille passeggiate di Juventus e Napoli. Partite a senso unico rese interessanti solo dalla 10 di Dybala e da una inattesa panchina per Mertens. Si è intuito ben poco invece del modo attraverso cui i campioni in carica riusciranno a dimenticarsi di Bonucci.

Il menù della domenica tuttavia prometteva più di una goduta, e il match delle 18 non ha deluso le attese. La Dea del Gasp è scesa in campo con il suo 3-4-3 depauperato di pezzi imprescindibili. Ok, ha perso, ma dominando contro una Roma povera di idee. Le sgroppate sulle fasce e l’estro del Papu ci sono ancora. E’ mancato solamente l’aratro di Kessié. L’ivoriano, ora al Milan, ha spento il Crotone, e le speranze di una partita piacevole, dopo appena 5 minuti, con un rigore calciato veramente bene. Dei calabresi nemmeno l’ombra. Servirebbe davvero un Cutrone. Ad esser sinceri, farebbe comodo a tante piccole. E pure a Milanello nessuno lo guarda più come se fosse un pivello.

Beh alle 20.45 c’era anche Inter-Fiorentina. Vero, ed è finita anche quella intorno alle 21, quando Mauro Icardi ha siglato il suo secondo gol a una difesa funesta. E tra Valero e Pioli, i due ex, ha riso solo il madrileno, il più applaudito da San Siro.

Infine le briciole. Ovvero: le lamentele di Mihajlovic (un classico), la perla tanto storica quanto inutile di Ciciretti del Benevento, il Chievo che muove subito dei passi verso la salvezza, e il primo 0-0 (di una lunga serie?) di Bucchi sulla panchina del Sassuolo.

Unica menzione di merito per la falange spallina insuperabile in un Olimpico arricchito dai 2000 tifosi ospiti. Pareggio a reti inviolate che ricorda l’impresa altrettanto stoica del Cesena di Ficcadenti (che poi si salvò), uscito indenne da un tiro al bersaglio di Totti e compagni. Quel 28 agosto del 2010 fu superlativa la prestazione di Antonioli. Questa volta un altro portiere è salito in cattedra, Alfred Gomis, più forte anche degli ululati razzisti dei supporter laziali.

Michele Neri 

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