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Published on agosto 19th, 2017 | by Perri

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Tutte le caste del campionato 2017/2018, la mia pagina sulla Gazzetta di Parma

PUBBLICATO SULLA GAZZETTA DI PARMA IL 18/08/2017 

Il campionato di serie A, che comincia domani (ore 18) con gli esa-campioni bianconeri contro il Cagliari, ha sempre raccontato tante storie. Come i 115 (85 a girone unico) che l’hanno preceduto, anche questo avrà un protagonista al mese, ma il più importante sarà quello di maggio. Il senso, però, almeno ad alta quota, è ancora quello: buttare giù dal trono Madama Juventus.

Il campionato visto dalle spiagge assolate o da un fresco sentiero di montagna è un assemblaggio di meravigliose speranze. Vale tutto, ora, soprattutto il pensiero positivo, però è doveroso fare dei distinguo. Esistono delle caste, come nella società indiana, ma nel calcio, grazie alla volubilità del pallone, sono facilmente interscambiabili. Perché il 2016/17 è stato l’anno dell’Atalanta, perché il Milan rinunciatario sul mercato ha fatto meglio dell’Inter. Perché la Juventus di Gonzaolo “90 milioni” Higuain, ha vinto alla penultima giornata. Finché c’è calcio, c’è speranza.

FAVORITE Al primo posto c’è sempre la Juventus, malgrado, o forse proprio per la sberla ricevuta in Supercoppa. Si può discutere della partenza di Leonardo Bonucci o del sistema di gioco che non dà più le garanzie di prima, ma la forza bianconera, in termine di tradizione, società e giocatori non ha ancora rivali. La Juventus è come una nave da battaglia che fatica a uscire dal porto, ma quando prende il largo è inarrestabile. Controindicazioni: senso di appagamento e statistica. Dopo sei scudetti, l’anno gramo aumenta le probabilità di uscire, come un numero dispettoso al lotto. Non c’è nessuna squadra come la Juve capace di metabolizzare le sconfitte. Ha bisogno solo di equilibrio e di una rotta certa. Per Allegri, onusto di medaglie, il rischio è il “trombonismo”, malattia di tutti i mestieri esercitati per troppi anni con successo, noi giornalisti ne sappiamo qualcosa. A un certo punto smetti di pensare concretamente e pensi di sapere tutto tu. Però alla Juve basta poco e saranno sette. Poco dietro c’è il Napoli, quello dei 48 punti nel girone di ritorno, del “vero nueve”, Dries Mertens, che ha ripreso da dove aveva lasciato (gol al Nizza in Champions), e del gioco tutto corsa e verticalità, per Gianni Brera sarebbe assimilabile all’eretismo podistico sacchiano. Controindicazioni. Con la Champions, la consuetudine di Maurizio Sarri a schierare sempre gli stessi può causare problemi. E lo stesso succederà se i rincalzi non saranno all’altezza. Il secondo pericolo è legato alla napoletanità. Forza propulsiva, ma anche zavorra. Il disavanzo dalla Juventus, negli ultimi anni, è stato determinato dalla differente capacità di reagire alle batoste.   

ASPIRANTI FAVORITE Il Milan dei misteriosi cinesi e l’Inter dei famosi cinesi sono stati molto attivi sul mercato. I rossoneri, specialmente, con gli acquisti di Donnarumma (era praticamente andato via), Bonucci, Biglia, quasi Kalinic e tanti altri, tanto da scatenare dubbi e polemiche sul colore dei loro soldi. Ma la vera forza, per entrambe, sta in panchina. Vincenzo Montella e Luciano Spalletti sono allenatori capaci, attenti, poco inclini a cadere nelle trappole del nervosismo. Il ritorno di Milano nel crogiolo del vertice è atteso e auspicato per allargare i competitori e aumentare lo spettacolo. La Roma, seconda un anno fa, ha perso pezzi importanti e ha un nuovo tecnico, Eusebio Di Francesco. E dopo un quarto di secolo sarà senza Francesco Totti, il totem. Questo il vero contraccolpo da valutare. 

ASPIRANTI ASPIRANTI Ovviamente la Lazio di Simone Inzaghi, da allenatore di ripiego a grande stratega, che ha fatto a meno dell’antagonista Keita per battere la Juventus. Uscita dai festeggiamenti, dovrà ribadirsi in campionato. Naturalmente l’Atalanta, che, com’era ovvio, ha molto perso tra i suoi giovani moschettieri (e rischia di perderne, ancora, con Spinazzola concupito dalla Juve), però ha piazzato alcuni buoni acquisti, come Ilicic. E poi ha Gianpiero Gasperini al timone. Anche la Fiorentina ha ceduto tanti pezzi pregiati, ma in questa ultima fase del mercato si è rifatta con l’arrivo di Giovanni Simeone. Stefano Pioli, poi, è un allenatore solido e desideroso di rivincite. Infine il Torino il cui più grande acquisto è stato trattenere il “gallo” Belotti (salvo sconquassi).

INCOGNITE Casta cuscinetto, nel senso che queste squadre possono salire, ma rischiano anche di scendere. Il Sassuolo ha cambiato in panchina (Bucchi) ma poco in campo. Cagliari, Chievo e Udinese vogliono ripetere una stagione con tranquillità acquisita relativamente in fretta. Genoa e Samp hanno visto partire i loro due attaccanti principali (Simeone e Muriel) ma sono state molto reattive, soprattutto il Grifo con Lapadula e Bertolacci, entrambi in cerca di rivincite.

TOCCABILI Cioè candidate finire sulla scivolosa questione della permanenza in serie A. Tocca a Benevento, Spal, Verona come neo-promosse, al Bologna per i dubbi che ha alimentato nel pre-campionato (fuori malamente in Coppa Italia con il Cittadella) e al Crotone della grande rimonta salvezza e del pellegrinaggio di Nicola. Che ovviamente cercheranno di ripetere.

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