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Published on ottobre 25th, 2019 | by Perri

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Tutto su Golosaria 2019 con i miei consigli per una visita che vi cambi veramente

Il cibo ci cambia? Almeno nel peso, sì. Posso testimoniare. All’epocale domanda tenterà di rispondere l’edizione numero 14 di Golosaria Milano, la kermesse ideata e condotta da Paolo Massobrio e Marco Gatti, i ragazzi con il papillon, da oggi 26 a lunedì 28 ottobre, compreso al MiCo di Fieramilanocity. Di tutto e di più, come si conviene a questo tipo di manifestazioni che hanno un grande successo, e quindi mi adeguo segnalandole, tanto più se organizzarle sono degli amici, ma che sinceramente ormai, non riescono ad appassionarmi. Però per chi la passione ce l’ha ancora, Golosaria rappresenta il meglio dell’eccellenza agroalimentare italiana con 250 espositori di cibo, 100 cantine Top Hundred (io avrei scritto “le migliori cento cantine”, ma vabbè)  15 Cucine di Strada (bravi, avete evitato street food) con più di 30 proposte, 10 birrifici artigianali e un calendario di oltre 80 eventi  e tutto il resto che non manca mai. Via sabato 26 alle ore 12. E per non perdere tempo, ecco i miei consigli per andare a colpo sicuro.

I CONSIGLI GOLOSI DI PERRI

1) Manuelina

Gioco in casa e me ne vanto. Nella sezione cibo di strada, un prodotto eccelso: la focaccia di Recco in trasferta. La potrete assaggiare bella calda, come si conviene, preparata all’istante. Manuelina sta alla focaccia col (se dite “al”, peste vi colga, Amedeo Nazzari dixit) formaggio come Steve Jobs sta ai device, come dicono quelli bravi. Non li hanno inventati, ma li hanno rivoluzionati. La signora Manuelina, nel 1885, trasformò un piatto che veniva preparato abitualmente tra ottobre e novembre in una straordinaria proposta everytime and evergreen che potete assaggiare per tre giorni a Golosaria e tutto l’anno a Recco o alla Focacceria Manuelina Rinascente al Duomo, galleria Santa Radegonda.

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2) Fiasconaro

La grande arte dolciaria siciliana dell’azienda di Castelbuono, Palermo, dal 1953, arriva a Golosaria con il Panettone tradizionale con Vino perpetuo Vecchio Samperi. Nato dalla collaborazione con Dolce & Gabbana, si presenta con una boccetta con nebulizzatore: all’interno, il vino perpetuo Vecchio Samperi, elisir dal retrogusto agrumato, cardine della tradizione enologica di Marsala, da spruzzare direttamente sul dolce, dove troviamo morbidi canditi di arancio e cedro uniti all’uvetta.

3) Antica Corte Pallavicina

Nelle campagne della provincia di Parma, quelle del Mondo Piccolo dove Guareschi ha ambientato la saga di don Camillo, la famiglia Spigaroli possiede fin dal 1882 di una grande corte di campagna, dove la produzione spazia dal mais alla pioppicoltura, dai vigneti a frutta e verdura. E naturalmente, gli allevamenti: bovini, animali da cortile e maiali da cui vengono i pregiati salumi per cui il peccato di gola viene sublimato. Massimo e Luciano Spigaroli sono una garanzia, con i loro ristoranti con la qualità che ritroviamo nel salume cardine, lo straordinario Culatello di Zibello Dop che matura in una cripta mistica.

4) Luigi Guffanti Formaggi

L’arte di affinare il formaggio secondo Carlo Fiori e la sua famiglia: esaltare le caratteristiche migliori di ogni formaggio, dopo averlo selezionato nel suo luogo d’origine. Ad Arona, con il marchio Guffanti hanno costruito un successo internazionale. Sono partiti da una miniera d’argento dismessa dov’era messo a riposare il gorgonzola e continuano nelle grotte di stagionatura con le tome di alpeggio e le robiole di capra a latte crudo, oltre naturalmente al gorgonzola di varie stagionature. Tra questi l’eccezionale 200 giorni.

5) Davide Longoni Pane Terra

Davide ha rivoluzionato il mondo della panificazione a Milano, aprendo vari spazi, in via Tiraboschi – bello il dehors -, al mercato del Suffragio e, ultimo, in via Bronzetti. Il suo pane viene da studio e applicazione, lavoro e serietà. Tra le sue proposte, il pane con la segale di Chiaravalle, tumminia, alle noci, alle olive, cereali antichi siciliani, le straordinarie pizze e focacce. E poi dolci, di tutti i tipi e panettoni per cui comincia la stagione. E adesso c’è anche la pasta.

6) Riso di Nori

Ho conosciuto Eleonora Bertolone, laureata in Economia aziendale alla Cattolica di Milano e diplomata in danza classica, che ha mollato entrambe per riprendere in mano l’azienda dei nonni. Una persona speciale. Una storia che meriterebbe un lungo racconto. Tra le varietà della sua azienda agricola, da segnalare il Rosa Marchetti, individuato per la prima volta negli anni Sessanta da Domenico Marchetti con dedica alla moglie Rosa. Di origine spontanea, abbandonata dopo un momento di iniziale successo, è stata rilanciata da Eleonora grazie alla collaborazione con il nipote di Marchetti.

7) Birra Piazza dei Mestieri

Un progetto educativo unico nel suo genere. L’istituto, in una zona difficile di Torino, è stato concepito con l’idea di dare un futuro a ragazzi con una situazione complicata attraverso il recupero e l’insegnamento dei mestieri della grande tradizione artigiana. Molti gli asset del progetto, di cui il birrificio è solo uno. Ultima proposta la Chellerina che si ispira alla tipologia delle Vienna Lager. La ricetta, comune a 4 birrifici torinesi, ha l’ambizione di diventare la birra tipica di Torino. Di profumo agrumato, in bocca ha grande equilibrio tra il dolce del malto e l’amaro nel finale.

8) Maison Bertolin

Ah, il lardo di Arnad. Lassù in Val d’Aosta questa tradizione è antica, profumata e gustosa e parte da lontano: il lardo è già menzionato nel 1570, quando i monaci distribuivano prodotti agli indigenti nei refettori del monastero di Sant’Orso. Segnalato anche in un inventario del 1763 del castello di Arnad in cui sono citati quattro doils: il nome, in patois, indica i contenitori per conservare e far maturare il lardo. La Maison Bertolin è uno dei punti di riferimento per il lardo, ma non solo. Segnalazione per i mignon di cervo e capriolo. 

9) Macelleria Micco

A Moncalvo, nell’astigiano, c’è una storica Fiera del Bue Grasso dove il bollito (e non solo) è il piatto forte. Qui si trova la Macelleria Micco, punto di riferimento per chi frequenta la Fiera e non solo. Lauro Micco alleva e cresce i capi di razza piemontese, per poi vendere in negozio i pregiati tagli che ne derivano. Agrimacelleria famosa anche oltre i confini del Piemonte, porta a Golosaria la sua storica battuta al coltello e il panino con il bollito. Da provare.

10) Acqua Lauretana

Da grande conoscitore di acque minerali, amo molto l’acqua Lauretana. Bene la leggerezza, quest’acqua piemontese è la più leggera d’Europa, con un residuo fisso di soli 14 mg/litro. Più il residuo è basso, più l’acqua è leggera. Bene le proprietà esaltate dall’acqua che scorre in profondità in un letto di granito che la mantiene pura con bassa percentuale di minerali. Bene che sgorghi in un’area incontaminata, a oltre 1.000 metri di altezza nelle Alpi Biellesi. Bene anche la bottiglia, la più bella tra le acque italiane, disegnata da Pininfarina. Bene tutto, ma a me piace soprattutto perché è buona, con una frizzantezza giusta, con un gusto preciso e non aggressivo. 

 ORARI GOLOSARIA 

Sabato 26 ottobre ore 12-22 (ultimo ingresso 21.30); domenica 27 ottobre|ore 10-20 (ultimo ingresso 19.30); lunedì 28 ottobre ore 10-17 (ultimo ingresso 16.30)

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