Non neghiamoci nulla laplEhLg

Published on novembre 19th, 2021 | by Perri

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Un’immersione nei miei ricordi gustosi con Marcellino, sarto del panino

Milano è la città del panino e Marcellino è un sarto che te ne cuce addosso di deliziosi. Ma prima di arrivarci, voglio scivolare nella nostalgia. Negli anni ’80, sbarcato nella metropoli, da giovane provinciale immigrato dalla Liguria, il panino divenne il mio principale genere alimentare di sostentamento. A quei tempi lavoravo al Giornale (sul quale sono tornato a  scrivere dopo il mio addio al Corriere) e uno dei miei posti del cuore era il bar Cavour, che stava esattamente al crocicchio-congiunzione tra via Meravigli,  via Santa Maria alla Porta, Via San Giovanni sul Muro e corso Magenta, a due pazzi da via Gaetano Negri. Quanti momenti passati lì: i suoi panini sono stati il mio pranzo ma più spesso la mia cena, tra la chiusura del giornale e il turno di notte. Con amici o da solo. Poi scoprii altri luoghi panineschi, come De Santis, a pochi metri dal Cavour, buonissimo ma più caro (è diventato proprietà della Moratti family) e per me frequentabile più raramente. Poi arrivò il Panino giusto. Un altro luogo era Livio Pavese, un vignaiolo del Monferrato che aveva aperto un bar-enoteca proprio dietro l’angolo. Uno dei primi “foresti” a tentare di la sorte a Milano. Poi andai al Corriere che aveva la mensa interna e la stagione del panino terminò.

Tanto per dire che di panini ottimi a Milano, che non per niente è la città della “michetta“, ormai quasi scomparsa (una prece), se ne sono sempre trovati. Però era tanto che non ne provavo qualcuno e sono rimasto sorpreso golosamente da Marcellino il sarto del panino, due sedi, vicino al Duomo e in via Napo Torriani, dove sono andato a fare una degustazione. L’idea di Marcellino è di Riccardo Spada e Alessandro Miliazza, giovani imprenditori intraprendenti che hanno lanciato il format in piena pandemia, con grande coraggio.

I panini si possono comporre a piacimento oppure si può pescare dal menu da cui cito: Marcellino pane e vino pane lievitato, crudo di Norcia alle vinacce IGP, scarola saltata, granella di noci, stracchino Dop; Meazza: ciabattina alla curcuma, mortadella tradizionale con pistacchio, ricotta di bufala, melanzane grill, pesto di pomodorini secchi, zeste di limone, maionese. Rispetto ai rutilanti anni ’80, anche nell’arte del panino imbottito è subentrata l’attenzione alla materia prima, alla digeribilità, insomma, il tentativo di mantenere ben saldo il piacere della gola, ma puntando alla leggerezza, per quanto possibile.  Da Marcellino, infatti, ogni panino viene preparato “espresso” e si può scegliere il tipo di pane, i salumi, la tartare di pesce, i formaggi, le salse. Proprio come dal sarto, su misura. Si può indugiare tra proposte intriganti come prosciutto crudo affinato alle vinacce di Barolo, porchetta di tacchino alla brace, mortadella di cinghiale al tartufo mentre tra i formaggi segnaliamo il caprino, la bufala e il Brie del Lodigiano Dop.  A occuparsi della selezione degli ingredienti è Alessandro Miliazza, 29 anni, laurea in Scienza della Comunicazione a cui è seguito un master in ambito eno-gastronomico . Curato anche il pane che arriva ogni mattina entro le ore 11. Ben quattro le tipologie: ciabattina alla curcuma, pane ai farri antichi, pane classico lievitato 24 ore, focaccia all’alga spirulina.

L’obbiettivo di Riccardo e Alessandro è quello di portare Marcellino in tutta Italia e magari varcare pure i confini nazionali. Per prepararsi al viaggio, stanno per aprire il primo negozio fuori Milano al centro commerciale OrioCenter. Buon (ritorno al) panino a tutti.

DOVE SIAMO
Passaggio Duomo 2, Milano

Via Napo Torriani 9/11, Milano

ORARI
tutti i giorni dalle 11:00 alle 20:30

Whatsapp 328-1944775

marcellinoilsartodelpanino.com

 

 

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