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Published on ottobre 3rd, 2017 | by Perri

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Vergogna Wind, quindici giorni senza internet, senza telefono e scarse spiegazioni

Sono una vittima di Wind. Da sabato 29 settembre, pomeriggio, il collegamento internet e il telefono fisso (a questo si può sopravvivere, ovviamente, però è compreso nel prezzo) sono, come dicono quelli bravi, in down. Insomma non funziona una cippa. Ho, naturalmente, telefonato al 155 e un messaggio preconfezionato, lo stesso che mandano su Facebook e su Twitter, dice che c’è un disservizio e che stanno lavorando per noi. Se cerco di parlare con un operatore, un altro messaggio aggiunge che non ci sono operatori disponibili. Secondo me non è la gente che chiama, sono loro che non sanno come rispondere. Ho scritto al campo dell’ufficio stampa, Piero Di Primio, secondo quello che compare sul sito alla voce “contatti ufficio stampa”, e non si è degnato di rispondermi neanche lui. Lo pagano per comunicare, ma evidentemente non abbastanza per rispondere alle mail. Ho riscritto a lui e agli altri membri dell’ufficio stampa, tutti belli e sorridenti nella sezione del sito a loro dedicata. Domanda: ma perché mettete gli indirizzi mail se non rispondete? Ho scritto tre volte. Niente. Come sottolinea questo articolo che rilancio da wired.it, il down è soprattutto quello della comunicazione. E alla vergogna di Wind si somma quella dei giornaloni che non hanno messo neanche una riga (salvo rare eccezioni in qualche parte periferica dei loro siti) di questo problema. Ma questo problema tocca la gente comune sul serio, loro raccontano solo di futilità che interessano alle minoranze. Quando riavremo il servizio? Chi risarcirà me e gli altri di questo danno? Le domande sono retoriche. Il silenzio copre e coprirà tutto.

AGGIORNAMENTO 1 – Dopo una settimana il 155 ha finalmente risposto (dicendo a voce quello che più o meno raccontava il messaggio registrato e cioè che stanno lavorando per noi), dopo nove giorni hanno mandato un sms sostenendo che “presto” il problema sarà risolto, dopo dodici hanno telefonato annunciando che “presto” spediranno il nuovo modem che mi dovrò montare io. E se non ci riesco? Come ho detto una volta a un gommista che si stupiva per il fatto che non sapevo gonfiarmi le gomme dell’auto, una cosa da niente. “Se ero anche capace di gonfiare le gomme a questo punto della mia vita ero presidente della BCE “.

AGGIORNAMENTO 2 – Finalmente, esattamente dopo 15 giorni, è arrivato via posta il nuovo modem. L’ho montato (incredibile) da solo e ora il wifi funziona (e con esso il telefono).  Nel frattempo un altro gestore telefonico si è fatto avanti, come sentisse l’odore del sangue, per propormi di cambiare. Sono tentato, senonché sono convinto che, alla fine, siano tutti uguali, che le differenze siano studiate a tavolino, che il cliente, una volta accalappiato, sia trattato allo stesso modo. Per cui ho deciso di attendere. Al prossimo crollo cambio.

DA WIRED.IT

Dal 29 settembre gli utenti Wind che usufruiscono della linea fissa tramite fibra FTTH, hanno riscontrato un down che ha coinvolto tutta Italia e, nello specifico, chi si collega tramite modem Alcatel/Nokia. Il down prosegue tutt’ora (oggi è il 3 ottobre) e non è dato sapere, per via ufficiale, quando avrà termine perché non c’è stata una comunicazione ufficiale da parte dell’azienda.

Ciò che, a leggere i commenti sui siti come Downdetector.it che hanno dato per primi la notizia, risulta di difficile comprensione è il silenzio da parte di Wind, prolungato quanto il blackout della connessione. Nessuna rassicurazione sul sito né sulla sua pagina Facebook su cui continuano a essere postati contenuti promozionali, prevedibilmente seguiti da commenti risentiti. Gli utenti sono stati lasciati in balìa del servizio clienti 155, naturalmente sommerso dalle chiamate. Su Twitter, sotto l’hashtag #infostradadown c’è chi lamenta un abbandono da 72 ore.

Ai pochi che sono riusciti a comunicare con un operatore, è stato assicurato che il servizio avrebbe ripreso alle 23.40 di lunedì 2 ottobre, ma così non è stato. Noi di Wired abbiamo contattato l’ufficio stampa di Wind Tre a mezzogiorno del 2 ottobre, poche ore dopo siamo stati richiamati ma non ci è stata fornita una data precisa della risoluzione del problema pur rassicurati che tutto si sarebbe messo a posto in tempi brevi.

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