Non neghiamoci nulla longoni

Published on aprile 14th, 2022 | by Perri

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Verso una Pasqua golosa: le mie colombe da Nord a Sud, ma tutte indimenticabili

Verso una Pasqua golosa, malgrado tutto. Ecco qualche consiglio per imbandire la tavola della Festa. Oggi parliamo delle “mie” colombe del cuore. In ordine alfabetico, perché sono tutte ottime (se le consiglio io). 

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Battisti (Ferentino, Fr)

Ah, la famiglia Battisti. Giovanni e Maria Lucia in testa e il fantastico nucleo familiare di artigiani di Ferentino con i loro prodotti, ha conquistato tutta l’Italia. Oltre al colomba classica, c’è, buono a Natale e a Pasqua, il Panfrutto con farina di frumento, miele d’acacia e burro delle colline ciociare. E poi oli essenziali di agrumi e ciocciato a basso contenuto di zuccheri. Grande tradizione e grande ricchezza della provincia italiana. 

Fiasconaro (Castelbuono, Pa) 

Il maestro siciliano quest’anno si è superato con la sua linea Oro. La colomba Oro Verde è l’emblema di una Pasqua golosa grazie alla creatività e alla maestria della preparazione: un lievitato confezionato a mano ricoperto di cioccolato bianco e pistacchio, con crema di pistacchio da spalmare (nella confezione trovate barattolo e spalmino). Una goduria, from Sicily with love. 

Loison (Costabissara, Vi) 

Ah, il Dario. Sempre una garanzia di alta professionalità, io lo chiamo un artigiano industriale. Sono stato a visitare la sua azienda e lo posso testimoniare. Prodotti di prima scelta e attenzione nella lavorazione. Quest’anno segnalo la Colomba all’amarena e cannella, uno dei gusti più apprezzati dal pubblico, grazie alle carnose amarene semicandite con le note aromatiche della cannella. Copertura ricca mi ci ficco: granelli di zucchero e mandorle di Bari e di Avola.

Longoni (Milano)

Davide Longoni è una garanzia, anche di pace, come testimonia l’iniziativa che l’accompagna, documentata dalla confezione. Il lievitato pasquale (in versione classica) è preparato con ingredienti di livello, ad esempio i canditi all’arancia Jam Session. Alle spalle, un  progetto di filiera in collaborazione con Forno Brisa a Bologna e Panificio Moderno a Trento. Tutti i ragazzi dei panifici sono coinvolti nell’intero processo: dal campo, al trasformatore, fino ai laboratori. Da qui vengono i canditi. E quest’anno la colomba Longoni è buona due volte: il 10 per cento del ricavato della vendita online va ad Emergency a sostegno dei profughi ucraini. 

Panzera (Milano)

Una pasticceria di riferimento per i miei gusti. Perché in un pasticcere conta anche l’umanità e Lorenzo Panzera ne ha assai. La sua colomba è preparata con gli ingredienti giusti, con un pregiato burro della Normandia e altre delicatezze. C’è anche quella con il cioccolato e, udite, quella “pasqualina“, cioè salata, con la ricotta e altre meraviglie. Da provare. 

Probios (Calenzano, Fi) 

Il Dolce Pasqua Vegan (ai frutti rossi ma c’è anche in altre declinazioni) è senza latte e senza uova, senza olio di palma, né di girasole. È della linea Probios e confesso che non l’avrei mai acquistato, di mio, però dopo averlo ricevuto e assaggiato sentenzio che è buono e pure gustoso, grazie al lievito naturale da pasta acida, erede di quella già usata nel 1932 dai maestri fornai. Un prodotto per vegani, ma che può soddisfare anche per tutti gli altri.

Vacchetta (S. Croce sull’Arno, Pi) 

Paolo Seghetti e il suo staff mi hanno conquistato al primo colpo. Con gli amaretti di Santa Croce e con la loro gustosa e avvolgente umanità. Paolo, in questa storica enoteca-pasticceria punta sempre al meglio. La sua colomba è bella, a cominciare dalla confezione. Come una sporta che si apre e che spalanca un universo di bontà. Selezione della materia prima, dosaggio, equilibrio, leggerezza fanno di questo dolce pasquale un’esplosione di felicità sulla mia tavola. 

Buona Pasqua.

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